Dal suono velare al palatale: dinamiche di occlussiva velare davanti a vocale palatale nel sardo

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Nel campo dei fenomeni fonetici che riguardano il consonantismo, è di particolare rilievo nel sardo il trattamento delle occlusive velari davanti a vocale palatale. Si può ricordare inizialmente un importante fenomeno di conservazione, ossia il mantenimento delle consonanti occlusive velari sorda e sonora davanti a vocale palatale (e, i), osservabile in generale nel sardo centro settentrionale: dal lat. centu(m), ad es., si ha in sardo kéntu (che si confronta con l'ital. cento, il fr. cent, lo sp. ciento, il cat. Cent), oppure da cinque si ha kímbe (in ital. cinque, in fr. cinq, in sp. cinco, in cat. Cinc); così pure dal lat. generu(m) si ha il sardo ĝéneru (ital. genero, fr. gendre, sp. yerno, cat. Genere), e da gelare si ha il sardo. ĝelare (cfr. ital. gelare, fr. geler, sp. helar, cat. Gelar).

È tuttavia differente la situazione che si osserva oggi in campidanese, ove, secondo i filologie glottologi di scuola wagneriana (che ancora raggruppa la maggior parte degli studiosi) si sono affermati dopo il Mille, per imitazione della pronuncia toscana, degli esiti che sono il frutto di quello che, in termini tecnici, si definisce un processo di palatalizzazione (si registra in sostanza il passaggio a un'articolazione più avanzata, di tipo palatale): la forma per "cento"” è qui infatti čéntu, per "cinque" si ha čínku, mentre per "genero" si ha gén(n)eru e per "gelare" gelai.

Origini e conservazione delle occlusive velari

Nel testo si evidenziano esempi dove le occlusive velari sorde e sonore si mantengono davanti a vocale palatale, come nel caso latino centum → sardo kéntu e cinque → kímbe, indicando una conservazione articulatoria nel sardo centro settentrionale.

Si osserva inoltre un contrasto tra le varietà: nel sardo centro settentrionale è presente una conservazione piuttosto diretta, mentre nel campidanese si documenta una palatalizzazione successiva all’Alto Medioevo, con esiti come čéntu, čínku, gén(n)eru e gelai, frutto di un’imitazione della pronuncia toscana secondo una direzione innovativa.

Conservazione vs palatalizzazione: due traiettorie dialettali

La dinamica tra conservazione e palatalizzazione si esplica attraverso due traiettorie distinte: da un lato, la tendenza conservativa nelle varietà settentrionali che mantengono la velare davanti a palatali; dall’altro, la palatalizzazione osservata nel campidanese, che si manifesta come sviluppo verso articolazioni palatali a partire da forme latine.

grafico andamento velare-palatale

Conseguenze fonologiche e confronto storico

Questo fenomeno evidenzia come la relazione tra segmenti velari e vocali palatali possa influire sulle proprietà fonologiche di una lingua, offrendo un quadro di variazione interna all’italoromance insulare e delle sue manifestazioni storico-diachroniche.

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