Con delibera n. 1608 del 29.10.2012 la Giunta Provinciale ha variato, per la seconda volta in un anno, le condizioni per il rimborso delle spese odontoiatriche. Le modifiche si riferiscono prevalentemente al rimborso per le "spese curative", e sono applicate dal 1 gennaio 2013. I contributi per le “protesi” restano invece (quasi) invariati. Sia per le prestazioni curative che per quelle protesiche, dal 01/01/2013 è necessario presentare la dichiarazione DURP. Il tetto massimo di reddito per avere accesso ai rimborsi è definito nel valore della situazione economica pari a 3 (in breve VSE). L'ammontare del reddito familiare viene determinato dal reddito del cd. nucleo familiare. In questa categoria rientrano corone, ponti e protesi. Gli “impianti” non sono considerati protesi, e pertanto vengono rimborsati quali prestazioni curative. Nelle protesi/corone bisogna distinguere fra protesi fisse e protesi removibili. Il rimborso per protesi dentarie viene concesso anche per gli apparecchi regolatori. L'ammontare del rimborso è determinato dal "VSE" della famiglia, che viene determinato tramite la "Dichiarazione Unificata di Reddito e Patrimonio" (DURP). Il rimborso massimo viene concesso con un VSE fino a 1,5; il rimborso poi scende linearmente fino ad un VSE pari a 3. Oltre a tale soglia non si ha diritto ad alcun rimborso. Si ha diritto ad un rimborso con un VSE inferiore a 3. Se dalla situazione economica di una famiglia risulta un VSE superiore a 3, non vi è diritto ad alcun contributo. Il contributo viene concesso per fattura/parcella, e non può superare 300 euro per persona e anno. La fattura deve avere un importo minimo di 200 euro. Attenzione: le fatture devono ammontare almeno a 200 euro. Se la dichiarazione DURP non è stata ancora compilata, è possibile farla in concomitanza con la richiesta di rimborso presso i distretti socio-sanitari, ma solo previa prenotazione. Di norma, il nucleo familiare comprende il richiedente, il partner, i figli a carico e le eventuali altre persone a carico conviventi. Quali “costi” sono riconosciuti tasse ed imposte, spese sanitarie, alimenti e interessi di mutui ipotecari nonché spese per l'affitto della prima casa (affitti ed interessi sono considerati fino ad un massimo di 4000 euro). Tutte le spese, ad eccezione degli affitti, devono essere indicati nel modello d'imposta che funge da base per la DURP.
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Fornire dei valori di reddito orientativi è molto difficile, in quanto il VSE varia parecchio in base alle condizioni specifiche di ogni famiglia. Il reddito massimo per avere diritto al rimborso di spese curative e protesiche equivale ad un VSE pari a 3. Per quanto riguarda le prestazioni protesiche i contributi aumentano nel caso in cui il reddito sia minore. L’importo massimo per una corona è ad esempio di 241 euro, e viene concesso per chi ha un VSE pari od inferiore a 1,5. La richiesta di rimborso va presentata entro 6 mesi dalla data di emissione della fattura, allegando la fattura in originale e la quietanza di pagamento nonché la dichiarazione DURP. Sulla fattura deve essere descritto con precisione il trattamento eseguito, con indicazione dei denti interessati e gli importi parziali. La traduzione può essere fatta sia dal richiedente (quale dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000) che da un traduttore qualificato.

L'importo residuo effettivo a carico del richiedente (importo della fattura meno il rimborso da parte del servizio sanitario) può essere oggetto di detrazione fiscale (19%) nella dichiarazione dei redditi. Lo stesso vale per le fatture per prestazioni dentistiche eseguite all'estero. Prendersi cura del proprio sorriso è un investimento fondamentale per il benessere generale, per questo è fondamentale sapere di più sul rapporto tra spese odontoiatriche e 730. Molti percepiscono queste cure come un costo ma la normativa le inquadra correttamente come una spesa per la salute meritevole di un’agevolazione. Per garantire il diritto alla detrazione, è indispensabile seguire alcune semplici regole. Il sistema fiscale italiano prevede un aiuto concreto per le spese sanitarie. Il principio, stabilito dall’articolo 15 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) permette di sottrarre dall’imposta lorda (IRPEF) il 19% di quanto speso. È un concetto più semplice di quanto sembri: la franchigia si applica una sola volta alla somma di tutte le vostre spese sanitarie annuali (dentista, farmaci, visite specialistiche, ecc.). Una volta superati i 129,11 euro totali, ogni euro successivo vi darà diritto al rimborso del 19%.

Un aspetto rassicurante è che non esiste un tetto massimo di spesa detraibile. Questo è fondamentale per chi affronta piani di cura importanti. Il criterio guida per capire se una spesa è detraibile è la sua finalità terapeutica. La prestazione deve servire a prevenire, diagnosticare o curare una patologia. Il concetto di cura è molto ampio e include quasi tutto ciò che facciamo per la vostra salute: dalle procedure di prevenzione, come le visite di controllo e l’igiene orale professionale fino ai trattamenti più complessi. Rientrano in questa categoria le cure per le carie (otturazioni), le devitalizzazioni, e tutte le terapie per la salute delle gengive (parodontologia).
Esiste però una sottile linea di confine: una prestazione apparentemente estetica, come una faccetta, diventa terapeutica e quindi detraibile se serve a ricostruire un dente fratturato. Per garantire il diritto alla detrazione, è indispensabile seguire alcune semplici regole. Pagare nel modo giusto (mai in contanti): per legge tutte le spese sanitarie effettuate presso studi privati come il nostro devono essere pagate con un metodo tracciabile. Potete quindi usare carte di credito, bancomat, bonifici o assegni. Controllare la fattura: la fattura è il vostro documento fondamentale. Controllate sempre che il vostro Codice Fiscale sia corretto e che sia presente una descrizione chiara della prestazione sanitaria ricevuta. Conservare tutto con cura: la legge richiede di conservare sia la fattura sia la prova del relativo pagamento tracciabile (la ricevuta del POS, la contabile del bonifico, etc.) fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello della dichiarazione.

È possibile detrarre le spese sanitarie sostenute per i familiari fiscalmente a carico (coniuge, figli), a patto che la fattura sia intestata a chi riceve la cura. Se una parte della spesa viene rimborsata da un’assicurazione o da un fondo sanitario, si può detrarre solo la quota che è rimasta effettivamente a vostro carico. Infine, anche le spese dentistiche sostenute all’estero sono detraibili alle stesse condizioni, conservando la documentazione e, se necessario, una traduzione in italiano. Investire nel proprio sorriso è una scelta di benessere a lungo termine, una decisione che lo Stato supporta attivamente. Come professionisti il nostro impegno va oltre l’eccellenza clinica: vogliamo essere un punto di riferimento affidabile anche per gli aspetti che circondano la cura.

E’ tempo di dichiarazione dei redditi (modello 730) anche per i pensionati. Un esercito di persone che in gran parte sono tenute alla dichiarazione reddituale perché risulta titolare di una casa, oppure in molti più casi, perché nel 2016 ha sostenuto delle spese sanitarie. E proprio in vista della dichiarazione, tra gli elementi che richiedono maggiori chiarimenti vi sono le detrazioni per le spese mediche e sanitarie. Proprio per questo occorre conoscere dove inserire le spese sostenute, quali sono i documenti da conservare (per rispondere a eventuali controlli da parte del fisco) e quali sono le detrazioni spettanti, ossia a quanto può ammontare la riduzione dell’imposta da pagare. Le spese sanitarie. Le spese sanitarie vengono documentate nel Rigo E1 del modello 730, dove il contribuente deve riportare, nella colonna 2, le spese sanitarie al lordo della franchigia di 129,11 euro. La franchigia viene successivamente stornata dal Caf che effettua assistenza fiscale.

7) ricoveri collegati a interventi chirurgici o degenze (esclusi i servizi extra, come telefono, Tv, aria condizionata,). Le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali sopraelencate, sono detraibili anche senza una specifica prescrizione da parte di un medico, a condizione che dal documento attestante la spesa risultino la figura professionale e la prestazione resa dal professionista sanitario. La documentazione. 3) Per ottenere la detrazione sulle spese mediche sostenute all’estero (per le quali non è possibile portare in detrazione le spese per il trasferimento e il soggiorno all’estero) dev’ essere conservata la relativa documentazione. Attenzione! Per quanto riguarda le spese odontoiatriche è stato chiarito che occorre distinguere le spese sostenute a fini sanitari, da quelle relative a interventi puramente estetici; per questo le fatture del dentista devono necessariamente contenere la dicitura “ciclo di cure Mediche odontoiatriche specialistiche”.

Le detrazioni per spese sanitarie sono molto utili per i pensionati: scaglioni progressivi, franchigia di 129,11 euro e tetto massimo della detrazione annuale, insieme alla necessità di conservare documenti e pagamenti tracciabili. La detrazione del 19% sulle spese odontoiatriche si applica sull’importo eccedente la franchigia, con possibilità di ripartizione in quattro quote in presenza di limiti elevati. Rientrano visite, igiene professionale, estrazioni, devitalizzazioni, apparecchi ortodontici, impianti, corone, ponti e protesi rimovibili. La parte non rimborsata può essere detratta, sempre entro i limiti e le regole indicate. Ad esempio, una spesa di 1.000 euro comporta detrazione di circa 165 euro se rientra nelle condizioni previste. È essenziale conservare tutte le fatture, i pagamenti tracciabili e la documentazione fiscale per eventuali controlli.
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