Malocclusione dentale nei bambini: cause, tipologie, diagnosi e trattamenti

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La malocclusione dentale si manifesta quando i denti delle arcate superiore e inferiore non sono correttamente allineati. Abitudini scorrette: Come succhiarsi il pollice durante l’infanzia, usare il ciuccio oltre i 3 anni o digrignare i denti (bruxismo). Esistono diverse tipologie di malocclusione, che variano in gravità. Le forme più severe, come una mascella sproporzionata rispetto ai denti o il sovraffollamento dentale, sono spesso visibili a occhio nudo. I sintomi variano in base alla gravità e includono difficoltà a masticare, maggiore rischio di carie e problemi gengivali. Dopo una diagnosi di malocclusione, eventualmente confermata tramite radiografie, il dentista definirà il trattamento più adatto in base alle esigenze del paziente. Se sospetti di avere questa condizione, rivolgiti ai Centri Dentistici Tomaselli. I nostri specialisti sono esperti nel trattamento della malocclusione, utilizzando solo materiali di alta qualità e le tecnologie più avanzate. Prenota subito la tua visita e affidati ai nostri professionisti per una cura orale completa e specializzata.

Per malocclusione dentale s’intende un disallineamento delle arcate dentali superiori e inferiori. Nello specifico, si parla di malocclusione quando i denti dell’arcata superiore non coincidono perfettamente con quelli dell’arcata inferiore, nella chiusura del morso, provocando un disequilibrio funzionale o strutturale. La malocclusione dentale può avere ripercussioni anche su altre sedi anatomiche. Il trattamento di questa condizione dipende dalla gravità del disallineamento. È possibile ricorrere agli apparecchi ortodontici per le malocclusioni più lievi.

Come si classificano le malocclusioni dentali?

Diastema interdentale: è lo spazio vuoto tra due denti, che così non si toccano. Affollamento dentale: quando quasi tutti i denti si sovrappongono in maniera anomala.

Cause e sviluppo

La malocclusione dentale è, nella maggior parte dei casi, dovuta a fattori ereditari. Che problemi porta la malocclusione? La disarmonia tra arcata dentale superiore e inferiore dovuta alla malocclusione può comportare conseguenze negative che non si limitano al coinvolgimento della bocca e delle relative funzionalità. Tra le manifestazioni più comuni delle alterazioni nella chiusura dei denti ci sono differenze nelle dimensioni tra l’arcata mandibolare e quella mascellare. Le mascelle possono, altresì, risultare o troppo strette per la forma dei denti o eccessivamente elevate.

Diagnosi e primo intervento

La diagnosi di malocclusione dentale avviene innanzitutto previo esame obiettivo del medico. La complessità nell’identificazione di tale condizione dipende dalla forma di malocclusione da cui il paziente è affetto. In ogni caso, si procede con un esame mandibolare che consiste nella manipolazione della mandibola e nel controllo del suo morso. Possono essere richiesti anche esami strumentali per valutare in modo approfondito la gravità della malocclusione ( radiografie di cranio e arcate dentarie ).

In molti casi, in particolare quelli meno severi, le malocclusioni dentali non richiedono alcun tipo di intervento. Come abbiamo visto, in alcuni casi, le malocclusioni possono essere dovute a cattive abitudini. Ecco perché si può intervenire andando a correggere i comportamenti scorretti.

Prevenzione e abitudini infantili

In età infantile, in particolare nei bambini più predisposti alle malocclusioni, è necessario evitare che si succhino il pollice e limitare l’utilizzo del biberon. Se le arcate dentarie sono disallineate per ragioni congenite, infine, è necessario intervenire chirurgicamente con trattamenti invasivi.

Identificazione delle malocclusioni comuni nell’infanzia

Nell’età pediatrica possono manifestarsi tutta una serie di malocclusioni dentali: questo termine si usa per indicare un allineamento scorretto dei denti. Possono esserci diversi tipi di malocclusioni dentali: alcune sono genetiche, altre causate da fattori esterni (ad esempio dall’abuso di ciuccio, biberon o dalla suzione del pollice); la grande differenza nel trattamento di queste malocclusioni nell’età pediatrica rispetto a quella adulta è che - nei bambini - il trattamento tende ad essere molto meno invasivo in quanto le ossa si devono ancora sviluppare completamente ed è più facile intervenire per correggerne la forma.

Quali sono le malocclusioni dentali più tipiche nell’infanzia? E come possono essere risolte? Lo chiediamo alla dottoressa Aleksandra Kovalenko, dottoressa in Odontoiatria e Protesi Dentaria con specializzazione in Ortodonzia che opera dal 2012 nei nostri studi.

Diagnosi e trattamento nei bambini

Come si diagnostica una malocclusione dentale? Questa condizione, sia in età adulta che in età pediatrica, viene diagnosticata dal dentista. Durante una visita il paziente viene sottoposto a un esame dettagliato del cavo orale con una revisione di tutte le strutture che conformano i tessuti molli e duri dell’apparato stomatognatico e dell’articolazione temporo-mandibolare. In questo modo è possibile capire di che malocclusione di tratta e, in base a questo, individuare il trattamento corretto per ogni paziente.

Quali sono le malocclusioni dentali più comuni nei bambini? Prima di tutto è importante ricordare che le malocclusioni dentali non sono un fenomeno solo tipico dell’infanzia; ci sono tantissimi adulti con malocclusioni dentali. Ciò che succede è che questi problemi ortodontici di solito fanno la loro comparsa in tenera età quando è anche più facile correggerli: più vengono trascurati più è impegnativo trattare il problema nell’adolescenza o, peggio ancora, in età adulta.

Morso aperto e morso incrociato

1) Il morso aperto: si tratta di un’alterazione dentale che comporta l’impossibilità di chiudere i denti anteriori; le cause possono essere ossee o l’uso prolungato di ciuccio o la suzione del dito. Il morso aperto ha conseguenze negative a livello estetico ma, soprattutto, funzionale: i bimbi che ne sono affetti non sono in grado di realizzare le funzioni masticatorie o fonetiche basiche in modo corretto.

2) Morso incrociato o inverso anteriore e posteriore: il morso incrociato anteriore è piuttosto comune; questa malocclusione si verifica quando vi è una relazione non corretta tra le ossa mascellari oppure un incastro dei denti che non avviene in maniera adeguata. Il morso incrociato posteriore interessa i denti laterali.

3) Affollamento dentale: è il risultato di una discordanza fra la dimensione dell’osso mascellare e la dimensione complessiva occupata dai denti. L’affollamento dentale non ha solo conseguenze estetiche: rende molto più complesse le manovre per l’igiene orale, con un aumento del rischio di carie e parodontite.

Trattamento e approcci moderni

Esistono diverse strategie per il trattamento della malocclusione dentale: la più idonea dipende dal tipo di condizione e dalla sua gravità, ma nella scelta del trattamento è importante tenere in considerazione anche le preferenze e necessità del paziente. Vale comunque la pena sottolineare che prima si mette in atto, più efficace e rapido è il trattamento; quest’ultimo tende a essere particolarmente efficace se eseguito nell’infanzia e nell’adolescenza, quando ossa e denti sono più flessibili. Apparecchi ortodontici. Gli apparecchi ortodontici hanno lo scopo di riallineare in modo delicato i denti e rappresentano il trattamento più impiegato per la malocclusione.

Sono disponibili diverse tipologie: apparecchi tradizionali fissi, removibili, mascherine con allineatori, dispositivi extraorali, estrazione dentale e chirurgia di mascella/mandibola. L’uso degli apparecchi invisibili è tra le soluzioni moderne più diffuse.

Inambito pediatrico, l’approccio può includere ortodonzia intercettiva e trattamenti precoci per correggere disallineamenti nelle fasi iniziali. L’importanza della sedazione cosciente nel trattamento ortodontico pediatrico viene riconosciuta per ridurre ansia e migliorare la collaborazione dei bambini. L’uso di scanner intraorali facilita il monitoraggio della progressione del trattamento, offrendo immagini precise senza stampi fastidiosi.

Costi, scelta dell’apparecchio e ruolo dei genitori

Quanto può costare un apparecchio per i denti? I costi variano in base a diversi fattori, tra cui la durata del trattamento e l’impegno del bambino, che può richiedere visite di controllo aggiuntive. La scelta dell’apparecchio giusto dipende dalla diagnosi del dentista e dalle caratteristiche individuali del bambino: apparecchi tradizionali in metallo, ceramica, linguali o invisibili.

È molto importante, soprattutto quando il bambino è ancora piccolo, che il genitore collabori strettamente con il dentista e mantenga aperte le linee di comunicazione. Il successo del trattamento dipende anche dall’impegno del paziente, dalla cooperazione durante le visite e dalla regolare igiene orale.

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