Gli effetti imperativi caratteristici di questo genere di provvedimenti consistono nel privare un soggetto, senza il suo consenso, di un diritto nella sua completezza o di alcuni dei poteri o facoltà che ne costituiscono il contenuto.
Quadro generale: cosa sono i provvedimenti ablatori
Gli effetti imperativi caratteristici di questo genere di provvedimenti consistono nel privare un soggetto, senza il suo consenso, di un diritto nella sua completezza o di alcuni dei poteri che ne costituiscono il contenuto.
Oggetto di tale ablazione può essere non soltanto diritti reali, ma anche altri diritti patrimoniali e personali.
Tre tipi di provvedimenti ablatori
a) Personali: diritti e limiti alla libertà
• personali, incidono ablatoriamente su diritti personali, cioè privano i soggetti di poteri inerenti alle loro libertà costituzionali o comunque riguardanti i diritti della persona.
Di questa categoria fanno parte gli ordini, sia a contenuto positivo (comandi, come ad esempio l’obbligo di vaccinazione o di sgombero di un edificio) che a contenuto negativo (divieti, come ad esempio quelli attinenti alla circolazione stradale).
Per i diritti relativi alla libertà personale vige la riserva di provvedimento giudiziario in base alla quale soltanto una sentenza passata in giudicato può privare un soggetto della propria libertà.
b) Realissimi: espropriazioni, occupazioni e prelazioni
reali, incidono su diritti reali estinguendoli, privandoli oltre un certo limite del contenuto o costituendone di nuovi su cosa altrui. Tra questi provvedimenti distinguiamo soprattutto:
- espropriazione per pubblica utilità, che originariamente era un provvedimento preso da un prefetto su istanza della P.A. interessata al fondo, dopo che era stata riconosciuta la necessità dell’espropriazione con la “dichiarazione di pubblica utilità”.
- occupazione acquisitiva, per ritenere non eliminabili gli effetti di taluni provvedimenti espropriativi illegittimi, la giurisprudenza ha elaborato l’istituto della occupazione acquisitiva con cui la P.A. acquista la proprietà di un fondo ma è tenuta al pagamento del risarcimento dei danni invece che dell’indennizzo.
- requisizione, in caso di situazioni di emergenza, di tipo militare o civile, la P.A. può sottoporre a requisizione sia beni immobili, acquistandone l’uso, sia beni immobili, acquistandone la proprietà.
- prelazioni su beni culturali, quando due privati stipulano un contratto di compravendita su un bene ritenuto di interesse storico o artistico devono notificarlo alla P.A. la quale, se vuole, può esercitare il suo diritto di prelazione acquistando il bene al prezzo pattuito tra le parti.
- limitazioni espropriative, previste per limitare il diritto di proprietà di un privato a tutela dell’interesse generale. In questo caso la P.A. non acquista la proprietà sul bene ma ne limita soltanto l’esercizio. Il privato ha però diritto a un indennizzo come se avesse subito un’espropriazione.
c) Obbligatori: obblighi e prestazioni imposte
obbligatori, sono capaci di far sorgere imperativamente situazioni obbligatorie che trovano fondamento nella disposizione costituzionale che consente l’imposizione di prestazioni patrimoniali o personali (art. 23 cost.).
Quelli che costituiscono obbligazioni al pagamento di una somma di denaro sono i tributi, quelli che costituiscono obblighi di fare (come ad esempio l’imposizione di prestazioni lavorative dettate dalla normativa di esercizio del diritto di sciopero per le prestazioni essenziali) sono le precettazioni.
Esame: aspetti chiave della disciplina
Espropriazione per pubblica utilità
L’espropriazione per pubblica utilità è l’atto ablativo più importante. Esso può essere definito come quell’istituto del diritto pubblico in base al quale un soggetto, previo versamento dell’indennizzo, può essere privato in tutto o in parte di uno dei suoi beni immobili di sua proprietà per una causa di pubblico interesse.
L’espropriazione crea un vero e proprio rapporto di diritto pubblico tra espropriante, espropriato e autorità procedente. L’indennizzo rappresenta il presupposto di legittimità del provvedimento espropriativo.
Normativa di riferimento e principi fondamentali
La normativa in materia di esproprio per pubblica utilità è il Decreto del Presidente della Repubblica n.327 del 2001. L’oggetto dell’espropriazione può essere un diritto di proprietà o un altro diritto reale e il presupposto di legittimità è l’indennizzo.
Secondo la giurisprudenza, l’indennizzo deve riflettere normalmente il valore di mercato, sebbene in circostanze eccezionali possa essere considerato adeguato un indennizzo inferiore. La Costituzione all’art. 42 prevede che l’espropriazione possa avvenire per motivi di interesse generale e con l’obbligo di un equo indennizzo.
Potere amministrativo: principi, funzioni e classificazioni
Definizione e dimensioni
Il potere amministrativo esprime la capacità della Pubblica Amministrazione di compiere operazioni, esercitare atti e tenere comportamenti diretti al perseguimento del fine pubblico individuato dalla legge.
Si tratta di una capacità speciale di diritto pubblico che si affianca alla capacità generale dei diritto pubblico, intesa quale attitudine della P.A. ad assumere la titolarità di situazioni giuridiche soggettive attive e passive.
Caratteristiche e modello democratico
Il potere amministrativo si esplica nella sua dimensione dinamica all’interno del procedimento amministrativo e si coglie nella sua dimensione statica direttamente all’interno del provvedimento.
Viene accolta una concezione del potere amministrativo in un’ottica democratica in linea con i principi fondamentali dell’ordinamento: buon andamento, imparzialità, certezza del diritto, responsabilità della P.A., legittimo affidamento.
Classificazione dei poteri
I poteri della pubblica amministrazione possono essere suddivisi in 4 categorie: poteri autorizzativi, poteri concessori, poteri ablatorii e poteri sanzionatori.
Poteri autorizzativi
Hanno la caratteristica di rimuovere i limiti fissati dalla legge rispetto ad una preesistente situazione di vantaggio. Esempi: abilitazioni e nullaosta. Modelli procedimentali tradizionali sono stati sostituiti: dichiarazione d’inizio attività sostituisce atti di autorizzazione vincolata. L’amministrazione può adottare provvedimenti motivati di divieto di prosecuzione. Il silenzio dell’amministrazione ha lo stesso valore del provvedimento di accoglimento in determinate materie, salvo eccezioni.
Poteri concessori
Con tali poteri è possibile attribuire al destinatario situazioni giuridiche che prima non facevano parte della sua sfera giuridica. Esempio di poteri concessori sono le sovvenzioni, che attribuiscono vantaggi economici.
Poteri ablatori
Con i poteri ablatori incidono negativamente nella sfera giuridica del destinatario imponendo obblighi (ablatori personali) o sottraendo situazioni favorevoli all’amministrazione (ablatori reali). Rientrano tra questi espropriazione, occupazione acquisitiva, requisizioni, prelazioni su beni culturali e limitazioni espropriative.
Poteri sanzionatori
I poteri sanzionatori producono effetti sfavorevoli in capo al destinatario, principalmente sotto forma di sanzioni. La disciplina è integrata da normative, anche internazionali, che regolano l’imposizione di pene o misure punitive.
Norme di riferimento e dottrina
La giurisprudenza ha trattato profili quali la requisizione in proprietà, requisizione in uso, requisizione di urgenza e altri strumenti di intervento per esigenze di carattere militare o pubblico. La Costituzione italiana e i testi normativi regolano in modo dettagliato i presupposti e le condizioni di legittimità degli atti ablativi.

ESPROPRIAZIONE E INDENNIZZO - Diritto privato in 3 minuti ⌛️
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