Decolleté in Evoluzione: Seno Rialzato, Ptosi e Opzioni Chirurgiche

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Ogni età (e stile di vita) ha il suo seno: potremmo riassumere così i cambiamenti del decolletè che ognuna di noi nota negli anni. Florido, di taglia media o piccolo non importa. Col tempo si svuota, si riduce, cambia e potremmo non essere più soddisfatte della sua forma. Non sono poche le donne che, a fronte di un complesso del genere, non riescono più a guardare il proprio seno o a spogliarsi, magari al mare o di fronte al partner.

Per chi si dispera, naturalmente, le prime risposte vengono scodellate da Dr.Google ma non sempre si tratta di indicazioni corrette o a misura di singola situazione. Senza contar le innumerevoli proposte di rimedi commerciali più o meno veritieri che spuntano ovunque online e che attestano quanto il problema sia diffuso (è la domanda che fa l’offerta). Abbiamo voluto indagare meglio consultando il chirurgo plastico Andrea Spano che ha fatto chiarezza, indicando quando il bisturi può aiutare e quando no e bollando alcuni rimedi. “Creme inefficaci, device e infiltrazioni pericolose” ci ha detto in sintesi.

Ptosi mammaria: perché si verifica e cosa fare

Il seno non ha più volume, è diventato piccolo, cadente? Non ci si riconosce più nel proprio décolléte e le donne, a ogni età, vogliono rivederlo come era. Accade spesso dopo una gravidanza, un allattamento o un forte dimagrimento, ma anche in menopausa. Ogni cambiamento ormonale mette a dura prova i tessuti e non sempre il seno, soprattutto quando non si è giovanissime, resiste. Più a rischio i seni grandi, dalla terza in su: “con una una prima o una seconda cambiamenti minori, è il lato fortunato del seno piccolo”.

A spiegarlo è il chirurgo plastico Andrea Spano, che opera su Milano, che sottolinea come “il cambio di peso o la particolare fase di vita, come la gravidanza o la menopausa, possano procurare instabilità nei tessuti e quindi un cambiamento del seno”.

“Il più delle volte - sottolinea Spano - oltre che in un cambio di dimensione, il seno è soggetto ad uno svuotamento, e da qui la tendenza alla discesa verso il basso. Questo fenomeno è conosciuto come ptosi, che corrisponde ad un rilassamento dei tessuti. In questo caso sarebbe bene affrontare il problema con la chirurgia ma è impensabile pensare solo ad inserire delle protesi in questi casi, senza sollevare il seno.”

Alle protesi quindi va abbinata la cosidetta ‘mastopessi’, ovvero il lifting delle mammelle con rimodellamento, indicato in particolare per migliorare l’aspetto di mammelle eccessivamente ptosiche (cadenti), ad esempio in seguito a perdita di peso, gravidanza ed allattamento.

Sollevare il seno è possibile con l’intervento di mastopessi

“Sollevare il seno è possibile con l’intervento di mastopessi- entra nel dettaglio il chirurgo- non è complicato, ma comporta cicatrici più estese rispetto ad altri interventi. Solo quando il seno ha resistito, non è caduto e non è ptosico ma magari è sceso poco, solo di un paio di cm, allora si può risolvere con le sole protesi”.

Seno svuotato dopo la gravidanza, che fare? Tra le pazienti il dottor Spano ha moltissime donne che hanno chiesto aiuto dopo la gravidanza. A tutte raccomanda di pensarci solo dopo avere esaurito il proprio progetto di maternità “così da farlo una volta”.

Rimedi non chirurgici e opzioni avanzate

Esistono anche una forma di chirurgia meno invasiva, che prevede l’uso del proprio grasso da infiltrare nelle mammelle. Spiegando: “Per una rimodellamento leggero si può impiegare il tessuto adiposo della stessa paziente ma per una donna con seno ptosico, l’adipe non basta e va sempre associato alla mastopessi”.

“Infiltrazioni di liquidi per 'gonfiare’, reggiseni-dispositivi che risollevano il seno, funzionano?” Una delle questioni che spesso le ricerche sul web svelano è che molte donne cercherebbero soluzioni che darebbero tono o per rimpolpare il decollete in modo alternativo. Il chirurgo su questo è netto: “senza chirurgia non si risolve la caduta verso il basso e non bastano le sole protesi”.

Sulle infiltrazioni di sostanze ‘rimpolpanti’ che, attraverso un’iniezione, si iniettano sostanze per procurare gonfiore: “Tutti i prodotti infiltrativi che si iniettano e si riassorbono in poche ore sono pericolosi ed è vietato impiegarli in questa modalità. Nel seno è vietato iniettare anche l’acido ialuronico che si usa ad esempio per il viso” precisa Spano. Così come sono da evitare quei device in commercio che promettono di risollevare e ingrandire il seno, come elettrostimolatori, reggiseni-impalcatura da indossare per un effetto ‘dilatante’, che - sottolinea Spano - creano una specie di vuoto che dilata i tessuti e dopo averlo indossato magari per tutta la notte il seno risulta più gonfio.

Creme rassodanti per il seno, cosa fanno? E ancora le numerose creme ‘rassodanti’ da spalmare sulle mammelle. Riduzione del seno in adolescenza: quando si può fare.

Riduzione del seno, adolescenza e valutazioni

Molte donne sognano un seno più grande, ma per alcune donne il problema è opposto: seni troppo grandi e pesanti possono creare disagio, mancanza di autostima e anche problemi a schiena e pelle. Ma si può fare un intervento di riduzione del seno (mastoplastica riduttiva) può aiutare ad alleviare il dolore alla schiena e alle spalle, eliminare eruzioni cutanee e irritazioni, facilitare l’esercizio fisico, vestirsi in modo più comodo e alla moda.

Ma si può fare un intervento di riduzione del seno in adolescenza? O bisogna necessariamente aspettare la maggiore età? Secondo le linee guida, “La riduzione del seno con carattere funzionale non è vietata nelle ragazze minorenni, previo consenso dei genitori, laddove lo sviluppo del seno sia completato e sia stato certificato dall’endocrinologo.”

La mastopessi può essere indicata anche in casi di ptosi associata a volume adeguato o a necessità di rimodellamento, con o senza protesi. Il punto essenziale è distinguere la ptosi dalla perdita di volume. La visita e la consultazione enfatizzano i dettagli tecnici, le cicatrici, le tempistiche di recupero e le possibilità di risultato, compresa l’eventuale necessità di protesi.

Procedura, cicatrici e recupero

La mastopessi comporta cicatrici permanenti; le incisioni principali includono una linea intorno all’areola, una verticale dall’areola al solco e, se necessario, una linea orizzontale lungo il solco sottomammario. Il recupero prevede medicazioni e reggiseno contenitivo; la mobilizzazione è progressiva e accompagnata dal controllo medico. Il risultato è visibile già dopo l’intervento, ma è condizionato da gonfiore e dalla cicatrizzazione.

Nella pratica clinica si valuta se la mastopessi senza protesi è indicata o se sia necessaria una protesi per ottenere pienezza o per rialzare i volumi. Inoltre, la mastopessi additiva considera l’inserimento di una protesi per combinare elevazione e aumento di volume. Le cicatrici sono permanenti, ma tendono a maturare nel tempo.

Influenze di stile di vita e ripresa

La mastopessi può essere combinata con tecniche avanzate come liposcultura minimamente invasiva per rimodellare ulteriormente il corpo. Il recupero postoperatorio prevede una ripresa progressiva delle attività, con indicazioni sul riposo e sulle attività sportive. L’obiettivo è ottenere una forma del seno più alta, raccolta e proporzionata, mantenendo la funzione di allattamento a seconda della tecnica utilizzata.

Per chi è interessato, esistono riferimenti specifici a esperienze di pazienti e testimonianze su interventi di mastopessi con o senza protesi, sulla gestione delle cicatrici, sul recupero postoperatorio e sulla scelta del chirurgo.

Considerazioni finali sulla scelta del percorso

La decisione tra mastopessi, mastoplastica riduttiva o mastoplastica additiva dipende dalla situazione individuale: volume iniziale, posizione del capezzolo, desiderio di modificare forma o volume, e la tolleranza alle cicatrici. È fondamentale consultare un chirurgo plastico qualificato, discutere obiettivi, rischi e alternative, e pianificare attentamente l’intervento in base alle esigenze personali e al progetto di vita.

Magazine LA7 - Il Lifting del Décolleté

Grafico anatomia mammella e ptosi

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