Il sorriso è una delle prime cose che notiamo in una persona, ma per chi non si sente a proprio agio, mostrarlo può diventare una sfida. Da bambina, Lara soffriva di forti nausee durante i viaggi in auto. Per alleviare il suo malessere, i genitori le davano da mordere dei limoni. Quando Lara è arrivata da noi, non si sentiva a suo agio con se stessa e con il suo sorriso. Un sorriso armonioso, uniforme e luminoso che oggi la rappresenta pienamente. Federica aveva sempre vissuto il rapporto con i dentisti come un’esperienza traumatica. Quando è arrivata da noi, la prima sfida è stata quella di farle ritrovare la fiducia. Federica aveva canini pronunciati che la portavano a nascondere il sorriso nelle foto e a parlare a bocca chiusa. Prima, Federica evitava di sorridere. Le faccette dentali in un prima e dopo, mostrano quanto possano essere trasformative.
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Le star e il sorriso: tra estetica, grillz e trasformazioni
Abbiamo intervistato Sfera Ebbasta: vuoi sapere tutto di lui? Leggi il giornale. Sfera Ebbasta non passa inosservato, capelli rossi, tatuaggi, denti d'oro... Ma qualche giorno fa, all'Arena di Verona, si è presentato sul palco come una Rockstar!
Ecco cinque curiosità che ci ha raccontato quando lo abbiamo intervistato. Sfera Ebbasta, il king della trap, è arrivato a Verona su una carrozza trainata da cavalli, indossava un completo bianco tempestato di strass e un cappotto/mantello degno di un re. È bello essere famoso, tutti ti riconoscono, molti ti vogliono bene. Ma per tanti che ti apprezzano,in molti ti rompono le scatole. Ogni tanto è difficile anche fare cose semplici, come andare a cena con la tua ragazza; tutti vogliono la foto...
A scuola non ero una cima. Ho fatto ridere i polli. Sono cresciuto con lei, perché i miei erano separati. Lei è la mia prima fan, mi ha sempre sostenuto. Se dovessi fare una lista, rimarremmo qua fino a domani. Sfera Ebbasta. Si parla spesso di estetica e soprattutto di interventi che i personaggi famosi fanno per essere più “brillanti”.
Ci sono personaggi famosi che faticano a sorridere avanti alle telecamere, altri che mostrano le loro bocche sorridenti in TV oppure nelle occasioni mondane di cui sono protagonisti. Al trapper 26enne non sfugge nulla, è sempre pronto a difendere a spada tratta dalle polemiche i concorrenti da lui seguiti. Il giudice fisso del talent show, dunque, non ha peli sulla lingua, ma possiede invece un bellissimo sorriso, degno di essere paragonato a quelli delle celebrities d’oltreoceano. A raccontarlo, lo stesso Sfera Ebbasta, che dichiara: “Grazie al dott. Pavone celebra i 100 anni di Teddy Reno.
La risata e il sorriso è una risposta emotiva a sensazioni di allegria e benessere. Certo, spesso si sorride per circostanza. Io, per esempio, sono nata col diastema ovvero uno spazio accentuato fra gli incisivi. Ce l'hanno, per intenderci, star come Lara Stone, Vanessa Paradis e Ornella Muti. Una caratteristica di personalità e bellezza che nel mio caso venne - ahimè - cancellata dal dentista per far spazio ai molari. Inizia così a sorridere in foto sempre, spesso per circostanza perché, come mi diceva mia mamma, “Con tutto quello che ci abbiamo investito”.
Ora, per quanto dubiti che l'investimento abbia inciso allo stesso modo sul loro bilancio familiare, ci sono star che hanno evidenti trascorsi con il dentista. Alcuni, leggi Gwen Stefani, con il classico apparecchio, altri con le super hollywoodiane capsule (sono sostanzialmente denti finti e perfetti che vengono sovrapposti a quelli naturali, magari stortini) altri più semplicemente con trattamenti per denti bianchi. Unico comun denominatore? Un sorriso prima e uno, molto diverso, dopo. Ve lo dimostriamo con questa gallery before/after (il dentista) di star.
UN PRODOTTO UTILE DALL'ALLURE HOLLYWOODIANO
Quello che è certo, fra il primo e il dopo, ma soprattutto nel durante, è l'igiene. Perché i denti bianchi possono essere anche bianchissimi e drittissimi, ma vanno comunque “mantenuti”. Per farlo, con un tocco di glam, lo spazzolino iconico di tau-marin, il Professional 27 incontra la creatività di Alessandro Enriquez e nasce così “Splendidi Splendenti”, la nuova Limited Edition. Ispirandosi proprio ai 5 diversi colori, sgargianti e pop, degli spazzolini tau-marin, il creativo Alessandro Enriquez, selezionato da Vogue Talents e noto per il suo stile fresco e divertente, ha creato il pattern grafico della confezione ed è riuscito a realizzare insieme a tau-marin qualcosa di esclusivo e speciale. Il Design e il Fashion incontrano l’unicità, la funzionalità e l’efficacia di tau-marin in uno spazzolino davvero unico.
Il riconoscibile manico dritto ed i suoi nuovi profili antiscivolo prendono colore, così come le iconiche setole inclinate che si caricano di vivacità ed allegria.La perfetta inclinazione delle setole si unisce all’energia di cinque meravigliosi colori: rosa, viola, giallo, arancione e azzurro. Risultato? Una vita trascorsa in periferia, nella fattispecie quella di Cinisello Balsamo, e alla fine Sfera Ebbasta se ne è uscito con un look che, di provinciale, non ha proprio niente.
Queste protesi removibili, disponibili anche in sobria versione tempestata di pietre preziose, stanno tornando di moda dopo un periodo di silenzio e sono addirittura sbarcate oltreoceano per qualificare i trapper che non possono dimenticare le loro origini.
Cosa sono i grillz
I grillz sono nati negli anni ’90 col fiorire del gangsta rap negli Stati Uniti meridionali, e sono diventati un manifesto della corrente musicale. Avere le protesi grillz significava appartenenza, e gli artisti più poveri li utilizzavano come una specie di distintivo della loro estrazione sociale umile, avvalorando la potenza delle loro rime. I denti di Sfera Ebbasta ce li immaginiamo un po’ così, un reminder che il trap king viene dalla periferia infestata di droga e di problemi, dove le case popolari sono l’unica skyline che si prospetta all’orizzontе.
In seguito i grillz sono diventati di competenza dell’haute couture, e sono passati da Riccardo Tisci a Givenchy fino a alla bocca incantata di Kim Kardashian. Ora, questo accessorio anticonvenzionale è un gioiello molto cool fatto per le bocche di chi conosce la storia e ama indossarla.
Le sue rime spareranno come un kalashnikov, ma Sfera Ebbasta è un ragazzo prudente: per evitare la proliferazione di batteri, si toglie i grillz prima di mangiare o dormire. Certo, magari nella foga del freestyle è possibile che un paio di protesi le abbia ingoiate, o così ha candidamente ammesso nel corso dell’intervista con Cattelan, ma questo è il rischio del mestiere del trap.
Dopo sette anni, Sfera Ebbasta è ritornato in televisione da Piero Chiambretti. Nella prima puntata de La Tv dei 100 e uno, nuovo programma del conduttore torinese che coinvolge 100 bambini, il rapper di Cinisello è stato uno degli ospiti, lasciandosi andare alle domande dei più piccoli. Con 148 dischi di platino e 28 dischi d’oro, Sfera Ebbasta rappresenta un'icona di ciò che è accaduto nel linguaggio non solo musicale, ma nella cultura pop italiana, soprattutto per le nuove generazioni. Una figura che non ha avuto paura di affrontare domande sulla responsabilità sociale del proprio ruolo, soprattutto dopo esser diventato padre sette mesi fa.
Ma prima di arrivare all'aspetto genitoriale, Sfera Ebbasta ha voluto raccontare anche come ha legato la passione musicale dei suoi genitori alla scoperta con gli anni di un nuovo genere come l'hip hop: "Da piccolo ero un peperino. Mio padre è sempre stato un appassionato di musica, suonava rock con la chitarra, mia madre invece mi faceva ascoltare i cantautori. Da questo sono arrivato io con il rap. In realtà la mia passione per questo genere nacque quando vidi il film di Eminem, 8 Mile. Da lì è nato tutto".
Più volte, non solo legandosi al suo immaginario musicale, la figura paterna sembra essere uno degli anelli mancanti nella sua formazione, un dettaglio generazionale rappresentato dal brano Bimbi di Charlie Charles, in cui comparivano anche Tedua, Ghali, Rkomi e Izi. Dalla famiglia al rapporto con i soldi, molte cose sembrano essere cambiate per Sfera Ebbasta. Basta riprendere l'intervista del 2016, quando un più giovane Gionata Boschetti fu utilizzato come esca da Piero Chiambretti nella costruzione di un immaginario, almeno per il pubblico televisivo, di un racconto musicale che aveva già rubato la scena nel pubblico delle piattaforme streaming.
Dall'altra appare, in maniera molto visibile, il disagio televisivo di Sfera Ebbasta nel 2016, soprattutto nel racconto della propria crescita. Alla domanda sulle origini familiari, Sfera sembra contrito, quasi respingente in qualsiasi tipo di narrazione stereotipata sul dualismo tra città e periferia nella formazione dei rapper. Il rovescio della medaglia si mostra ai nostri occhi quando, come terzo ospite della serata, appare a La Tv dei 100 e uno. Da una parte, fa trasparire naturalità nella risposta sul rapporto tra soldi e felicità: "Non solo i soldi fanno la felicità ma sicuramente aiutano a trovarla". Ciò che appare più evidente è però la sicurezza nella risposta sul figlio di appena sette mesi: "(Vorrei insegnargli il) rispetto per gli altri e per se stesso. Gli vorrei insegnare, anche se quella non è una cosa che si insegna, ad essere tenace quanto lo sono stato io anche se a volte sembra che sia troppo difficile farcela".
Un giro lungo sette anni da Sfera Ebbasta a Sfera Ebbasta, con buona pace del suo passato.
