Al centro di questa nota il tema dei sigillanti resinosi utilizzati per sigillare giunti in modo che rimangano aderenti ai bordi. È fondamentale considerare la "capacità di movimento di lavoro" del prodotto sigillante per lo stato patologico, irreversibile e a lento decorso, delle contrazioni da ritiro di tutte le piastre di calcestruzzo. Si conclude la serie delle quattro note tecniche dedicate ai rivestimenti resinosi. Al centro di questa trattiamo il tema dei sigillanti resinosi per giunti utilizzati per sigillare i giunti senza che questo si distacchi dai bordi. Richiesta che rende d’obbligo considerare la “capacità di movimento di lavoro” del prodotto sigillante proprio per lo stato patologico, irreversibile e a lento decorso, delle contrazioni da ritiro di tutte le piastre di calcestruzzo.
Il prodotto sigillante dovrebbe sempre rimanere aderente ai bordi dei giunti e attraverso questa nota tecnica trattiamo i perché dei distacchi, quali indagini svolgere prima di applicare il sigillante, e quali sigillanti adottare. Attraverso questa quarta nota tecnica analizzeremo nel dettaglio l’origine sulle cause della fuoriuscita del profilo in PVC dalla sede del giunto, illustrando le indagini da svolgere prima di intervenire, e su come intervenire per avere una successiva sigillatura del giunto con un prodotto resinoso destinato a durare nel tempo. Questa quarta nota tecnica non si limita ad analizzare la fuoriuscita del profilo in PVC dalla sede del giunto, ma tratta soprattutto i sigillanti resinosi nella loro percentuale di “capacità di movimento lavoro” per mantenere l’adesione ai bordi dei giunti anche se applicati prima che il ritiro sia ultimato.
Quattro aspetti chiave sulle resine: movimento, umidità e funzione dei giunti
QUATTRO COSE DA SEPERE SULLE RESINEQuesto articolo fa parte di una raccolta di quattro note tecniche volte a informare gli addetti ai lavori. Informazioni che purtroppo nell’arco degli anni si sono perse per diversi motivi, vuoi perché l’informazione non può raggiungere tutti, vuoi anche per il ben noto disinteresse di tanti. I giunti di contrazione vengono realizzati con disco diamantato immediatamente dopo la fine del getto, ed immediatamente riempiti con un profilo in PVC. Solitamente, dopo breve tempo, il profilo fuoriesce dalla sede non potendo seguire le contrazioni del calcestruzzo/pavimento dovute al ritiro della massa. Il comportamento arrendevole del pavimentista a questa situazione suggerisce una nuova sigillatura dei giunti con un prodotto resinoso.
Il pavimento di calcestruzzo è un’ampia superficie esposta alla situazione climatica dell’ambiente. Per definizione è una “piastra”, quindi una struttura piana soggetta a forze perpendicolari al piano medio che risulta quindi inflessa. Ovvero, il pavimento è un elemento strutturale perché deve sopportare carichi e comunque soggetto deformazioni anche se non caricato. La parte superiore del pavimento perde l’acqua d’impasto rapidamente e quindi si restringe nei primi 28 giorni, mentre la parte inferiore rimane umida in quiete più a lungo per cui il ritiro prosegue seppur più lentamente anche nel tempo. Per conoscere se il ritiro sia ancora in fase evolutiva, si deve misurare il tasso di umidità presente nella parte inferiore del pavimento. La verifica dell’umidità residua per conoscere il ritiro residuo è un aspetto da non trascurare prima di applicare un qualsiasi rivestimento resinoso o travetto in resina o il sigillante resinoso per i giunti. L’umidità residua si misura con l’igrometro a carburo di calcio in conformità alla norma UNI 10329 e ad una profondità del pavimento superiore al 70% dello spessore per valutare il ritiro.
Tutte le piastre di calcestruzzo sono affette da una patologia irreversibile e a lento decorso nel tempo causata dalla lenta evaporazione dell’acqua d’impasto non chimicamente coinvolta nel processo di idratazione della pasta cementizia. Solitamente tra gli addetti (imprese, D.L e CTU), sussiste una confusione tra indurimento e fine del ritiro del calcestruzzo/pavimento ritenendo che l’arco di tempo che coinvolge le due situazioni coincida. Cioè dopo i canonici 28 giorni, al raggiungimento della resistenza meccanica dovrebbe, secondo molti, finire anche il ritiro. Ma non è così! Il calcestruzzo è composto da tre elementi: Aggregati, Cemento ed Acqua. La percentuale in volume del quantitativo di acqua nella composizione di un metro cubo varia tra il 16% ed il 20%. (da 160 a 200 litri/m3). Parte dell’acqua è necessaria al processo di idratazione del cemento (circa il 12% o 120 litri/m3), da cui ne consegue la presa e l’indurimento della “pasta cementizia”.
La fase di indurimento si considera conclusa entro i primi 28 giorni, poiché dopo tale periodo si è sviluppato oltre il 90% della resistenza meccanica complessiva. Ma l’acqua residua contenuta ancora nello spessore del pavimento??? Dimenticata? Ignorata? Ovvero, secondo le convinzioni della maggior parte degli operatori si crede che una volta raggiunto il 90% della resistenza meccanica (normalmente dopo 28 giorni) i ritiri siano ultimati e sia possibile procedere con un rivestimento in resina, oppure con un travetto in resina, oppure si possano sigillare i giunti con un sigillante a base di resina, ignorando che il restante quantitativo di acqua ancora presente nella massa (dal 4% all’8%) continua invece ad evaporare nel tempo proseguendo le contrazioni da ritiro della massa di calcestruzzo.
Citiamo la norma UNI 11146 "progettazione, esecuzione e collaudo dei pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale" che distingue il materiale per i giunti tra “materiale da riempimento” e “materiale da sigillatura” per stabilire la funzionalità del giunto. Devono essere riempiti per colmare la cavità formatasi a seguito del taglio dei giunti con disco diamantato. Quindi, impiegando un profilo in PVC ritenuto un riempimento idoneo, ancorché provvisorio, perché inserito nella sede del giunto nel momento in cui il pavimento inizia a raggiungere le prime resistenze meccaniche e non ha ancora iniziato la fase di ritiro. Infatti, i giunti di contrazione o controllo vengono realizzati a 12-18 ore dall’ultimazione delle operazioni di finitura di ogni singolo giorno di getto ed immediatamente viene inserito a pressione nella cavità ottenuta con il disco diamantato, un profilo in PVC. Quindi, la funzione principale del riempimento subito dopo il taglio con un profilo preformato in PVC è di impedire l'intrusione nella sede del giunto di materiale indesiderato o inquinante. Sostituire i profili fuoriusciti con un profilo dalla larghezza maggiore sempre superiore alla nuova ampiezza raggiunta dal giunto, ma sempre che i ritiri siano pressoché ultimati (umidità inferiore al 3%).
Quindi, l’inserimento del nuovo profilo deve essere a pressione per consentire ulteriori future contrazioni al pavimento senza che queste coinvolgano il nuovo profilo. Devono garantire la tenuta al passaggio di liquidi. Quindi il profilo in PVC dovrà essere sostituito con un sigillante resinoso che dovrà risultare impermeabile ai liquidi e possedere adeguata resistenza chimica nei confronti dei liquidi con i quali verrà a contatto ed essere in grado di sostenere, senza lacerarsi e senza distaccarsi dal supporto, i movimenti previsti o prevedibili del pavimento. Quindi il materiale deve avere caratteristiche meccaniche tali da rimanere integro e aderente, alle temperature di esercizio previste, anche in presenza di grandi contrazioni. Chiarita la funzione indispensabile dei giunti nel controllo dei movimenti da ritiro.
In un contesto industriale, la corretta progettazione e formazione dei giunti di dilatazione/costruzione non è solo una precauzione, ma un elemento cruciale per garantire la stabilità strutturale del pavimento industriale. I giunti, specialmente in ambienti soggetti a sollecitazioni meccaniche elevate e a sbalzi termici, sono progettati per gestire in modo efficiente le dilatazioni termiche, i carichi pesanti e le sollecitazioni costanti. La mancata gestione di questi movimenti potrebbe compromettere l’integrità dell’intera pavimentazione, portando alla formazione di crepe o cedimenti. Un adeguato dimensionamento e pianificazione dei giunti permette di distribuire le tensioni nel calcestruzzo, prevenendo fessurazioni e mantenendo alte prestazioni nel lungo termine. In questo articolo esploreremo le diverse tipologie di giunti per pavimenti industriali, il loro ruolo e come eseguire il corretto ripristino.
Tipologie di giunti nei pavimenti industriali
I giunti utilizzati nei pavimenti industriali svolgono funzioni specifiche e sono fondamentali per garantire la durata e la funzionalità del pavimento. Ecco le principali tipologie:
- Giunti di costruzione: sono installati dove la posa del calcestruzzo viene interrotta e poi ripresa. Servono a garantire la continuità del getto senza creare disomogeneità nel materiale, evitando fessurazioni nei punti in cui i vari strati di pavimentazione si collegano.
- Giunti di dilatazione: sono fondamentali per assorbire i movimenti generati da variazioni termiche e prevenire danni alla pavimentazione. In ambienti con ampie escursioni termiche, come magazzini refrigerati o impianti industriali esposti al sole, i giunti di dilatazione sono cruciali per evitare rotture causate da dilatazioni termiche incontrollate.
- Giunti di contrazione: posizionati per gestire il ritiro naturale del calcestruzzo durante la fase di indurimento, questi giunti permettono al materiale di "muoversi" senza compromettere la stabilità del pavimento.
Problematiche comuni e prevenzione dei danni
Uno dei principali problemi che riguardano i giunti è l’usura progressiva causata da sollecitazioni meccaniche e ambientali. I giunti, se non adeguatamente sigillati e manutenuti, possono deteriorarsi a causa di:
- Traffico pesante: i veicoli industriali pesanti come muletti e camion generano forti sollecitazioni sui giunti, causando disallineamenti o usura precoce, specialmente se non vengono impiegati materiali sigillanti adatti.
- Movimenti termici: le variazioni di temperatura possono portare a dilatazioni e contrazioni ripetute del calcestruzzo.
Ripristino e riparazione dei giunti
Il ripristino dei giunti di un pavimento industriale è un'operazione fondamentale per mantenere la pavimentazione in condizioni ottimali. Nel corso del tempo, i giunti possono danneggiasi a causa di carichi pesanti, urti meccanici o l'esposizione a sostanze chimiche aggressive. Il deterioramento dei giunti può portare a crepe, dislivelli e altri problemi che compromettono la sicurezza e la funzionalità del pavimento. Le operazioni di ripristino prevedono solitamente la rimozione del materiale danneggiato e la successiva sostituzione con materiali sigillanti ad alta resistenza. La scelta del materiale di riparazione dipende dalle condizioni ambientali e dal tipo di carico a cui sarà sottoposto il pavimento. Un ripristino tempestivo dei giunti è cruciale per evitare che piccoli danni possano estendersi, richiedendo interventi più costosi e invasivi.
Riparazione dei giunti di costruzione: una corretta riparazione dei giunti di costruzione prevede l'utilizzo di materiali sigillanti elastici che possano assorbire i movimenti tra le diverse sezioni del pavimento, senza creare rigidità e quindi nuove crepe. Riparazione dei giunti di dilatazione: quando i giunti di dilatazione sono danneggiati, è essenziale ripristinare la loro capacità di gestire i movimenti termici.
L’importanza della sigillatura dei giunti
Un aspetto cruciale per il mantenimento delle prestazioni dei pavimenti industriali è la corretta sigillatura dei giunti. I giunti, se lasciati aperti, possono diventare punti di accumulo di detriti, polvere e liquidi, compromettendo la qualità del pavimento e facilitando la formazione di crepe. La sigillatura protegge il giunto e la pavimentazione, riducendo l'usura meccanica e prevenendo la penetrazione di umidità e sostanze chimiche. Le resine e gli elastomeri utilizzati per la sigillatura devono essere scelti con attenzione in base alle sollecitazioni e alle condizioni ambientali del pavimento.
Materiali utilizzati per la sigillatura e la riparazione dei giunti
Come spiegato, la scelta dei materiali per la sigillatura e la riparazione dei giunti nei pavimenti industriali è determinante per garantire un risultato duraturo. Perché affidarsi a RepavScegliere Repav significa affidarsi a un'azienda con anni di esperienza nella realizzazione e manutenzione di pavimentazioni industriali. Utilizziamo materiali di alta qualità e tecnologie all'avanguardia, aumentando la durabilità e la sicurezza dei pavimenti industriali.
La sezione successiva descrive concetti tecnici sulla dilatazione e sui sigillanti utilizzati, evidenziando l'importanza di mantenere l’adesione tra bordi del giunto e massa di calcestruzzo anche in presenza di sazienti ritiri. I giunti di dilatazione sono indispensabili per assorbire movimenti termici e meccanici, evitando fessurazioni e cedimenti. I profili in PVC usati come riempimento temporaneo vanno sostituiti con sigillanti resinosi impermeabili e resistenti chimicamente, in grado di sopportare i movimenti futuri del pavimento.

Tipologie di giunti e loro ruolo pratico
I giunti di dilatazione, contrazione e costruzione hanno ruoli complementari nel controllo dei movimenti del calcestruzzo, evitando fessurazioni e facilitando la manutenzione nel tempo. Le varie tipologie vengono presentate per definire quali approcci sigillanti siano più indicati in relazione all’ambiente, al carico e alle condizioni climatiche.
Giunto in resina
Impiego di sigillanti resinosi e loro requisiti
Il profilo in PVC, impiegato inizialmente come riempimento, deve essere sostituito con sigillante resinoso impermeabile e resistente ai liquidi, capace di sostenere i movimenti previsti del pavimento e di rimanere aderente alle superfici. Un sigillante adeguato deve presentare caratteristiche meccaniche tali da rimanere integro e aderente anche in presenza di grandi contrazioni, e deve offrire resistenza chimica agli elementi contattati nell’ambiente industriale.
La lettura approfondita dei movimenti e dell’umidità residua è essenziale prima di applicare rivestimenti resinousi o sigillature definitive. La verifica dell’umidità residua è parte integrante del processo di preparazione della superficie: per questo motivo si citano norme tecniche e pratiche per guidare l’operatore verso una scelta di sigillante che garantisca durata e funzionalità nel tempo.
In un contesto industriale, la corretta progettazione e formazione dei giunti di dilatazione/costruzione è cruciale per garantire la stabilità strutturale del pavimento. La sigillatura accurata riduce l’accumulo di detriti, polvere e liquidi, proteggendo l’integrità strutturale e prevenendo usure prematuri.
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