La prima volta che una favola del dentino fu messa per iscritto fu in Francia a fine ‘600, con Le Bonne Petite Souris, ma già allora la favola circolava tra le famiglie perlomeno di tutta Europa, dato che queste storie si sono sempre tramandate oralmente di generazione in generazione; una tradizione che sembra ancora sopravvivere all’era di Internet. Le versioni della favola sono svariate, le più comuni vedono in azione un topolino o una formichina, ma ancora più spesso a farla da padrona è la fatina dei dentini. Chi da piccolo non ha mai sentito parlare della fatina dei denti o del topolino?
La caduta dei denti da latte, però, può essere un evento traumatico per alcuni di loro. La leggenda della fatina dei denti, sapientemente raccontata dalle mamme, è stata tramandata nel tempo fino ad essere ancora tutt’oggi molto conosciuta. Non ha un’immagine uguale in tutti i Paesi: il suo aspetto varia da regione a regione, ma nel complesso, tutte le immagini attribuite a questa figura hanno in comune le ali e una bacchetta magica. Alla perdita del sesto dente, i genitori per tradizione dovevano fare al figlio un dono, ma di nascosto. Questo dono, solitamente, consisteva nel mettere del denaro sotto il cuscino.
La fiaba racconta del futuro re Alfonso XIII, un bambino molto viziato e tormentato da alcune paranoie derivate dalla sua salute cagionevole. Infatti, il piccolo Alfonso, quando perse il suo primo dente da latte a 8 anni, si convinse di essere malato. La madre allora, per tranquillizzarlo, chiese allo scrittore Luis Coloma di scrivere un racconto sulla storia di suo figlio. La leggenda della fatina dei denti, come anche quella del topolino, si è diffusa in tutto il mondo, collegando i bambini di ogni cultura ed etnia. La fatina dei dentini in alcuni casi è sostituita dal Topino dei denti.
La leggenda della fatina dei denti ha origine dall’antica Europa, dove era tradizione seppellire i dentini da latte caduti ai bambini. Quando i bambini perdevano il loro sesto dente i genitori nascondevano sotto il cuscino del bambino un soldino. La fatina dei denti ha ispirato molti cartoni animati e film. I bambini iniziano a perdere i denti da latte verso i 5/7 anni. Alcuni bambini, più suggestionabili, possono aver paura anche della fatina e del topino dei denti…non insistete. Se desiderate accompagnare il soldino con un piccolo dono una simpatica idea sono i topolini dei denti di Doudou et Compagnie con piccolo sacchettino dove riporre il dentino/soldino. N.b. Leggete un libro o decorate insieme un album a tema fate. Tra questi: Peppa Pig La Fatina de Dentini e i bellissimi albi illustrati Usborne con tantissimi stickers e brevi racconti in inglese sulle fate e il loro mondo. Guardate insieme un film o un cartone che abbia tra i personaggi la fatina dei denti o il topolino del dentino. N.b. Dalla penna di Rebecca Gelli, avvocato, mamma e di recente anche autrice di storie per l’infanzia, nasce un tenero racconto dall’universo giocoso, dedicato ai bambini e a uno dei momenti più importanti della loro educazione: la salute dentale. Un tema fondamentale che, tra le pagine de La Formichina dei Denti - edito da Terra Nuova Edizioni - prende vita grazie al personaggio della piccola Bianca e della sua formichina, responsabile del primo dentino caduto della bimba. Dal grillo parlante responsabile della banca dove ritirare le monete in base alla tipologia e allo stato del dente caduto, alla lumaca che, all’interno del suo guscio, gestisce una Trattoria casalinga Slow Food, fino all’incontro con il bruco trasformatosi in farfalla e con la gazza, responsabile del furto delle monetine. Un tenero spunto per grandi e piccini, ispirato alla biografia di Rebecca Gilli che, durante la sua infanzia, frequentava l’ambulatorio medico odontoiatrico del padre; inoltre, le pagine del libro sono arricchite con alcune sezioni “didattiche” dedicate alla salute dentale, tra cui spicca anche una facile ricetta per preparare dei golosi biscotti senza zucchero. Finalmente il primo dentino di Bianca sta per cadere e la sua formichina dei denti è in piena attività. La formica, di prima mattina, affronta la lunga strada fino a casa di Bianca; incontra una lumaca che le prepara un delizioso pranzetto e cerca di aiutare un bruco che sta per essere mangiato da un grosso ragno. Purtroppo, durante l’ultima avventura, perde il regalo per la bambina e disperata non sa come fare. Rebecca Gelli vive e lavora tra Venezia e Treviso, è avvocato e mamma di due bambini. Ha all’attivo numerose pubblicazioni di natura forense. Più recentemente ha iniziato a dedicarsi alla scrittura per bambini, realizzando così uno dei suoi sogni nel cassetto.
Origine e diffusione della leggenda tra culture diverse
La favola della fatina dei denti nasce dall’antica Europa e si è diffusa in tutto il mondo, collegando i bambini di ogni cultura ed etnia. La presenza di ali e una bacchetta magica è un tratto comune che aiuta a riconoscerla nonostante le differenze regionali. In alcune tradizioni, la fatina è sostituita dal Topino dei denti, ma l’elemento simbolico del dono sotto il cuscino resta una costante.
Ruolo educativo e contemporaneo legame con la salute dentale
La leggenda ha ispirato molti cartoni animati e film e ha accompagnato i bambini durante l’apprendimento dell’igiene orale. Tra le suggestioni moderne, le storie si intrecciano con percorsi didattici nelle quali emergono sezioni dedicate alla salute dentale e ricette semplici legate all’alimentazione. L’esempio de La Formichina dei Denti presenta una narrazione che integra personaggi fantastici con temi reali di cura dentale, offrendo uno spunto educativo per famiglie e scuole.
Personaggi e intrecci narrativi principali
Il racconto presenta la formichina dei denti al centro della piccola Bianca, affiancata da figure come la lumaca che gestisce una Trattoria casalinga Slow Food e il bruco trasformato in farfalla, con la gazza coinvolta in episodi di furto delle monetine. Il testo collega elementi fiabeschi a un profilo biografico di Rebecca Gilli, autrice che trae ispirazione dall’infanzia e dall’ambiente odontoiatrico del padre. L’intreccio racconta il passaggio dall’infanzia all’acquisizione di una coscienza della salute dentale attraverso esperienze quotidiane e simboliche di perdita e dono.

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