La radiografia endorale è una tecnica diagnostica che consente di ottenere immagini dettagliate e ad alta risoluzione dei denti, delle gengive, dell'osso mascellare e delle strutture circostanti all'interno della bocca. La radiografia endorale utilizza raggi X a basso dosaggio per penetrare i tessuti orali e creare immagini che possono essere visualizzate su pellicola fotografica o, più comunemente, su un monitor digitale.
Tipi principali di radiografie endorali
Radiografia periapicale: mostra l'intera lunghezza di un dente, dalla corona alla radice, fino all'osso sottostante. Radiografia bitewing: mostra contemporaneamente la corona di più denti. La radiografia endorale è uno strumento indispensabile nell'odontoiatria moderna, offrendo dettagli insuperabili che guidano i dentisti nell'effettuare diagnosi accurate e nel pianificare trattamenti efficaci.

Evoluzione tecnologica e qualità delle immagini
L’avvento della radiolgoia digitale ha portato ad una svolta nella diagnostica per immagini in tutti i campi medici così come in odontoiatria. Le pellicole ai fosfori hanno una sensibilità notevolmente aumentata ai raggi X. Questo enorme vantaggio porta ad una notevole riduzione della quantità di radiazioni emesse dalle fonti radiogene per impressionare le pellicole riducendo parallelamente anche la quantità assorbita dal paziente. La radiografia digitale con Dürr Dental offre ai dentisti immagini ad alta risoluzione, adempiendo ad ogni requisito diagnostico. Oltre 40 anni di esperienza nello sviluppo della tecnologia radiografica, hanno ripetutamente condotto a soluzioni innovative e più economiche.

Soluzioni e strumenti moderni
VistaScan Perio Plus è uno scanner multi-slot con buffer di ingresso/uscita, che legge sino ad 8 immagini per volta, le cancella e rende nuovamente utilizzabili i film ai fosfori; in questo modo, lo status appare a monitor in circa 60 secondi. I quattro caricatori, con ognuno due film ai fosfori, vengono inseriti e processati in sequenza in un unico step. Vantaggio: minori tempi di attesa per l’operatore e l’assistente, più tempo per i pazienti. I film ai fosfori riutilizzabili vengono acquisiti in pochi secondo. Risultato: immagini di prima qualità.
Scopo e categorie di radiografie dentali
Durante una delle sedute odontoiatriche, probabilmente, il tuo dentista ti avrà chiesto di poter effettuare una radiografia per riuscire a proporti un piano di trattamento accurato. Possiamo distinguere tre gruppi di radiografie dentali: - Ortopantomografia, conosciuta comunemente come panoramica. Ci è utile per avere un’idea generale della tua bocca e per valutare, per esempio, i denti del giudizio; - Radiografie endorali, piccole radiografie che si fanno direttamente in poltrona per avere un dettaglio dei tuoi denti, per valutare la presenza di carie o la necessità di un trattamento endodontico; - TAC Cone Bean: una radiografia tridimensionale importante anche per valutare lo spessore osseo prima dell’inserimento di un impianto.

Principi fisici e comportamento delle radiazioni
Le radiografie sfruttano i raggi X per imprimere immagini su una lastra. Infatti, i raggi, attraversando il nostro corpo, incontrano elementi con resistenza diversa. Più una struttura è dura e più non farà passare i raggi. In questo caso, sulla radiografia vedremo un’immagine più bianca. Se, invece, una struttura è molle, i raggi passano indisturbati e l’immagine sarà più scura. Le radiazioni ionizzanti sono dotate di energia sufficiente a ionizzare gli atomi o le molecole con i quali interagiscono. Hanno inoltre proprietà come viaggiare nel vuoto, essere invisibili, non essere deviati da campi elettrici e magnetici, e loro interazione con la materia determina l’attenuazione e la generazione di un’immagine.

Qualità delle immagini e posizionamento
Nella radiografia endorale o intraorale interessa solo alcuni elementi dentali (da uno a tre per singolo sensore). Serve per valutare in modo specifico l’anatomia del singolo elemento quando si sospetti una patologia circoscritta a questo elemento (granuloma, carie, ascesso, cisti, tasca, frattura, malattia parodontale). Gli errori di posizionamento del paziente possono rendere inutili gli esami radiologici e obbligare alla loro ripetizione. Per le radiografie endorali, gli accorgimenti discendono direttamente dalla fisica delle radiazioni: occorre posizionare il paziente in modo che la sua testa poggi sul poggiatesta; posizionare l’arcata ove è inserito l’elemento d’interesse parallela al pavimento e posizionare la pellicola. Per ottenere questa configurazione geometrica si usano i cosiddetti Pid (Position indicanting device). Ma a volte nemmeno questo dispositivo è sufficiente a garantire l’accettabilità clinica del radiogramma, perché comunque possono aversi rotazioni verticali o orizzontali della pellicola o del sensore rispetto al dente, con conseguente distorsione e sovrapposizione dei denti.

Protocolli e orientamenti del fascio
Per superare gli errori di posizionamento, si ricorre alla ben nota tecnica parallela. Quando si effettuano radiografie bite-wing, soprattutto mascellari, poiché i contatti tra i denti in questo distretto assumono una direzione mesiale, anche il fascio radiogeno deve seguire lo stesso orientamento. Per superare l’errore di pellicola impressionata solo in parte, occorre allineare il collimatore (circolare o rettangolare) sul centro della pellicola o del sensore e dalla parte corretta (presenza di un punto in rilievo). È importante posizionare la pellicola sul centratore con il lato del puntino in zona occlusale se si vuole eseguire una periapicale, così da evitare che nasconda informazioni importanti sulle radici, e posizionare il centratore in modo veloce, invitando il paziente a deglutire. Nelle radiografie ortopanoramiche il posizionamento del paziente costituisce forse il limite maggiore dell’esame.

Considerazioni normative e sicurezza
Tutte le procedure mediche che comportino l’esposizione a radiazioni ionizzanti devono essere giustificate e ottimizzate e devono essere regolarmente riviste e aggiornate alla luce del progresso tecnico-scientifico e in conformità con il principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable): solo le informazioni necessarie all’uso clinico; la più ragionevole bassa dose possibile; tutte le radiografie devono essere ottimizzate e giustificate. L’indagine RX è da prescrivere solo quando ciò possa condizionare la terapia. Mai ai fini della documentazione iconografica o a scopo promozionale. Gli esami RX non devono essere ripetuti senza giustificazione clinica e devono essere limitati all’area di interesse. I clinici hanno la responsabilità di tenere conto di eventuali esami precedenti. Qualsiasi irradiazione va se possibile evitata. Numerosi studi hanno evidenziato che il 33% delle prescrizioni tomografiche non è giustificato da una reale necessità diagnostica e terapeutica e che gli operatori sanitari coinvolti non sempre sono consapevoli del rischio radiologico effettivo. La conoscenza di tutto ciò in fase di prescrizione, di utilizzo e in fase di acquisto è indispensabile ai fini di una gestione etica dell’imaging radiologico.
Interazioni e componenti del sistema radiogeno
Interazione dei raggi X con la materia e attenuazione: nella radiografia convenzionale un fascio di raggi X, detto raggio incidente, emesso da un tubo radiogeno, incide sull’oggetto esposto e dopo essere stato attenuato durante l’attraversamento dei tessuti modifica le proprietà di un rivelatore, rendendo possibile la generazione di un’immagine. Tale attenuazione dipende dallo spessore e dalla densità dei tessuti e dal numero atomico delle strutture attraversate. Il sistema tubo radiogeno-raggio incidente-oggetto esposto-raggio emergente-rivelatore descrive la catena di trasformazioni che porta all’immagine finale.

Conclusioni operative
La radiografia endorale rappresenta tuttora l’indagine di primo livello cui il dentista deve ricorrere nella maggior parte dei casi, nonostante la diffusione di tecniche avanzate come ortopantomografia, TC Dentascan o CBCT. L’uso corretto di parametri come Volt e milliampère influisce rispettivamente sulla qualità e sulla quantità di raggi prodotti, e l’allineamento preciso del fascio è cruciale per evitare distorsioni. La formazione continua e l’adozione di protocolli specifici assicurano diagnosi accurate e piani di trattamento affidabili, minimizzando al contempo i rischi per il paziente.

Riassunto
La radiografia endorale resta una tecnica essenziale per l’odontoiatria diagnostica, combinando immagini ad alta risoluzione con dosi di radiazioni contenute, grazie a sistemi digitali moderni e a protocolli di posizionamento accurati.

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