Tumore dell’esofago e collegamenti con la salute delle gengive

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I tumori dell’esofago si sviluppano generalmente nelle cellule che rivestono la parete dell’esofago (il tubo che mette in comunicazione la gola con lo stomaco). Il consumo di tabacco e di alcol, il reflusso gastroesofageo e l’obesità sono fattori di rischio di tumore dell’esofago. I tipi più comuni di tumore dell’esofago si sviluppano nelle cellule che rivestono la parete dell’esofago e comprendono il carcinoma a cellule squamose, più comune nella parte superiore dell’esofago, e l’adenocarcinoma, più comune nella parte inferiore.

La diagnosi si basa su un’endoscopia e una biopsia. La chirurgia, la chemioterapia e varie altre terapie possono contribuire ad attenuare i sintomi. Salvo in casi di diagnosi precoce, quasi tutti i casi di tumore dell’esofago sono letali. Nel 2022, il tumore dell’esofago è risultato a livello mondiale l’11° tipo di tumore diagnosticato più comunemente e la 7° causa principale di morte per cancro, con circa 511.000 nuovi casi e 445.000 decessi. Negli Stati Uniti, il tumore dell’esofago non è così comune. Nel 2024, negli Stati Uniti il tumore dell’esofago è risultato responsabile di un numero stimato di 22.370 nuovi casi e 16.130 decessi.

Tipi, sintomi e diffusione

I tumori esofagei includono il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma. Il carcinoma a cellule squamose è il tumore dell’esofago più comune al mondo, ma negli Stati Uniti è più comune l’adenocarcinoma. Il cancro all’esofago può presentarsi come stenosi, nodulo, placca o fistola tra esofago e vie respiratorie. Nelle fasi avanzate il cancro può invadere nervi e tessuti, provocando disfonia, dolore toracico, dispnea e sintomi riferiti anche al fegato, ai polmoni e al sistema scheletrico.

La maggior parte degli adenocarcinomi si sviluppa in pazienti affetti da condizione precancerosa nota come esofago di Barrett, originata dal reflusso gastroesofageo. L’esofago di Barrett aumenta il rischio di adenocarcinoma, soprattutto in soggetti obesi con reflusso prolungato. I sintomi iniziali tipici includono disfagia progressiva, perdita di peso e dolore toracico. Con l’evoluzione della malattia, la deglutizione può diventare impossibile e le secrezioni si accumulano in bocca.

Diagnosi, terapie e prognosi

La diagnosi di tumore dell’esofago si fonda su endoscopia, biopsia e imaging (TC, PET-TC ed ecografia endoscopica) per valutare estensione e metastasi. Il trattamento dipende dallo stadio e dalle caratteristiche istologiche: chirurgia, chemioradioterapia, immunoterapia e terapie mirate. L’immunoterapia combinata con chemioterapia è indicata per tumori avanzati, specialmente carcinoma a cellule squamose, e può essere impiegata anche per adenocarcinoma.

La prognosi resta sfidante: nonostante i progressi terapeutici, la malattia mantiene una mortalità elevata e la sopravvivenza a 5 anni è migliorabile ma rimane relativamente bassa rispetto ad altri tumori. Tra gli obiettivi principali ci sono la gestione dei sintomi, in particolare la disfagia e il dolore, e il mantenimento di una nutrizione adeguata durante il trattamento.

Prevenzione, rischi e collegamenti tra gengive e tumore

La prevenzione primaria include evitare fumo e alcol, mantenere peso normale, seguire una dieta ricca di frutta e verdura e rimanere attivi. Alcune condizioni come l’esofago di Barrett e l’acalasia aumentano il rischio di carcinoma esofageo. L’infiammazione cronica della mucosa esofagea causata dal reflusso può contribuire al rischio, e l’esposizione a sostanze irritanti è associata a processi di metaplasia e displasia che possono condurre al cancro.

Tuttavia, nella trattazione di collegamenti tra parodontite (infezione cronica delle gengive) e tumori dell’esofago e dello stomaco, diversi studi hanno esplorato una possibile relazione. Un maxi-studio internazionale ha rilevato che parodontite e perdita di denti sono associati a un aumento del rischio di cancro dell’esofago e di cancro allo stomaco, ipotizzando meccanismi legati alla migrazione di batteri patogeni dalla bocca al tratto digerente e alla produzione di nitrosamine. Nonostante le evidenze, gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi per confermare questi dati e chiarire i possibili meccanismi e confondenti.

In sintesi, sebbene la parodontite possa essere correlata a un aumento di rischio per tumori esofagei e gastrici secondo alcune ricerche, il legame non è contemplato come una causa diretta e definita, e la pratica clinica rimane focalizzata su prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti personalizzati per il tumore dell’esofago.

mappa della localizzazione dei tumori esofagei (topografia)

Tumore dell'esofago: sintomi, prevenzione, cause, diagnosi - AIRC

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