Per posizionare gli impianti dentali è necessaria una quantità minima di osso, che permetta la stabilità dell’impianto e di conseguenza dell’intera protesi. La procedura consiste nell’elevazione del pavimento del seno mascellare, ovvero la cavità vuota che si trova sotto gli zigomi, per avere più spazio a disposizione per l’inserimento dell’impianto dentale. Il rialzo del seno mascellare nello Studio del prof. Negli ultimi decenni il Prof. Testori e la sua equipe hanno lavorato per rendere la chirurgia del seno mascellare una pratica con elevata predicibilità clinica. Grazie all’esperienza di Studio Tiziano Testori e alle ricerche condotte con l’I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi infatti l’elevazione del seno mascellare per via crestale è ormai considerata una metodica sicura e utilizzata sempre più di frequente dai clinici di tutto il mondo.
Dopo la perdita dei denti posteriori superiori, l’osso tende progressivamente a riassorbirsi e il seno mascellare può espandersi. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e normalmente non è doloroso. Il decorso post-operatorio è nella maggior parte dei casi tranquillo. Sì. In molti casi sì, contestualmente al rialzo del seno. Il recupero iniziale richiede generalmente pochi giorni. Sì. Non sempre. Prima della chirurgia è fondamentale una valutazione clinica e radiologica approfondita. I vostri quesiti e i consigli del Prof. Esistono diversi fattori che possono incidere sul volume osseo, alcuni genetici -come per esempio la forma del cranio-, altri invece che influenzano direttamente la perdita del volume.
Preparazione, indicazioni e controindicazioni
Perdita dei denti: quando l’osso mascellare non è più soggetto alle forze dovute alla masticazione tende, per un meccanismo di compensazione del nostro corpo, a riassorbirsi. Il seno mascellare è una cavità vuota, comunicante con le cavità nasali, che si trova nell’osso mascellare, sotto gli zigomi. L’equipe del Prof. Sono stato un paziente del Prof. Testori diversi anni fa. Il mio lavoro prevedeva il posizionamento di 4 impianti con il supporto dell’ansiolisi endovenosa. Non ho avvertito particolare dolore e non ho avuto gonfiore post operatorio. Il Professore è estremamente preparato, attento ai dettagli ed è, a mio parere, il miglior odontoiatra esperto nel suo campo. Ora frequento lo Studio due/tre volte all’anno per le sedute di igiene dentale.
Staff giovane e competente. Riunito pulito. Staff competente. Servizio professionale. Strumenti di ultima generazione. Prima di venire nello Studio del Prof. Testori ho avuto una pessima esperienza con un altro chirurgo orale in seguito ad un intervento di elevazione del seno mascellare: la procedura non è stata eseguita correttamente, ho sofferto per oltre 2 settimane, ho avuto molto gonfiore. Il Professore mi ha spiegato tutte le fasi dell’intervento che dovevo eseguire. In sala chirurgica mi ha messo a mio agio e sono riuscito a rilassarmi… per quanto possibile. Personale professionale e cordiale.
Tecniche principali per il rialzo del seno mascellare
In realtà, esiste una soluzione che ti permetterà comunque di rimpiazzare con successo i tuoi denti mancanti. Come si svolge? Si tratta quindi di un’operazione più invasiva perché, rispetto al piccolo rialzo, prevede 2 atti chirurgici. Gli esami che svolgerai serviranno anche per individuare l’eventuale presenza di patologie o condizioni che possano controindicare il rialzo di seno mascellare. sinusite acuta o cronica: se soffri di questa infezione, non potrai sottoporti all’intervento, perché questa non permetterebbe al biomateriale di trasformarsi in osso. Oltre a queste 3 condizioni specifiche, ne esistono altre che controindicano la chirurgia implantare in generale, ovvero tumori, radioterapie e malattie del sistema immunitario.
Dopo la perdita di uno o più denti nel settore posteriore dell’arcata superiore la quantità di osso disponibile può risultare insufficiente per ancorare in sicurezza un impianto dentale. Il seno mascellare è una cavità d’aria situata sopra i molari e i premolari superiori. Quando i denti vengono persi, l’osso alveolare può riassorbirsi e il seno “si espande” (pneumatizzazione): lo spazio osseo rimanente può non essere sufficiente per l’impianto.
Approccio lateral (lateral window): finestra ossea laterale, sollevamento diretto della membrana, inserimento di innesto (autologo, xenoinnesto, materiali sintetici o mix). Approccio crestale / transcrestale (crestal / osteotome / idraulico / osseodensificazione): accesso dal sito implantare; meno invasivo, indicato quando serve modestissimo aumento e c’è qualche millimetro di osso residuo. Platelet-Rich Fibrin (PRF, L-PRF, A-PRF): l’aggiunta di membrane o coaguli di PRF agli innesti migliora spesso la formazione ossea, riduce il dolore e può accelerare la guarigione; alcuni RCT e revisioni recenti mostrano aumento di neo-osso quando PRF è usato come complemento.
Materiali e strategie di innesto: si consolidano evidenze sull’efficacia di xenoinnesti (bovino, porcino) combinati o meno con PRF; si studiano membrane cross-linkate per riparare/per rinforzare la membrana perforata. Approcci clinici personalizzati: crescita dell’uso di impianti più corti o impianti zygomatici in casi estremi come alternativa al rialzo quando il paziente/clinico preferisce evitare innesti estesi; tuttavia tali opzioni richiedono esperienza specialistica. Perforazione della membrana di Schneiderian: è la complicanza più comune. La maggior parte delle perforazioni minori può essere gestita intraoperatoriamente con membrane collagene, lembi di PRF o tecniche di sutura; i risultati clinici a medio termine possono rimanere buoni se la riparazione è effettuata correttamente.
Infezione, emorragia, sinusite post-operatoria: gestite con antibiotici, decongestionanti e, se necessario, terapia chirurgica. Procedura: in anestesia locale (a volte sedazione) ambulatoriale. Tempi per impianto/carico definitivo: se l’impianto è posizionato contemporaneamente si riduce il numero di interventi; talvolta si preferisce una doppia fase (prima il rialzo e l’innesto, poi dopo 4-8 mesi l’inserimento degli impianti) a seconda della stabilità primaria e del volume di innesto necessario. Impianti corti o impianti inclinati/zigomatici in casi estremi quando il paziente non desidera rialzi estesi. Il rialzo del seno mascellare rimane una procedura centrale nella riabilitazione implanto-protesica del settore superiore.
Tecniche avanzate e approcci moderni
Le scelte tecniche si sono ampliate: si va dal classico approccio laterale fino a varianti crestate meno invasive, con crescenti prove a favore dell’uso di concentrati piastrinici (PRF), di strumenti piezoelettrici, di guide digitali e di strategie che permettono in alcuni casi l’impianto simultaneo. Il dr. PER DOMANDE O RICHIESTE AL DR. Alternativa al mini rialzo di seno mascellare, soprattutto quando l’altezza dell’osso è invece inferiore a 5 millimetri, è il grande rialzo del seno mascellare. La tecnica prevede l’apertura di una botola ossea laterale, nella parete di osso sotto lo zigomo, in modo da avere un accesso diretto per lo scollamento della membrana di Schneider. Si tratta di un intervento molto delicato, è fondamentale un’adeguata tecnica chirurgica oltre che l’ottima abilità dell’operatore che esegue l’intervento per mantenere l’integrità della membrana.
Una volta spostata e rialzata la membrana del seno, si procede con l’inserimento di osso sintetico che nel nostro caso viene arricchito con PRGF e PRF, cioè fattori di crescita derivati dal sangue del paziente. Questo innesto funge da sostegno per la formazione di nuovo tessuto osteoide che poi si trasformerà in vero e proprio osso mineralizzato nel giro di pochi mesi adatto per l’inserimento implantare. Metodica innovativa mini invasiva per il grande rialzoAbbiamo messo a punto una serie di protocolli che, grazie alle innovazioni tecnologie, hanno consentito di ridurre drasticamente il tempo dell’intervento e di guarigione, aumentando la precisione e diminuendo la necessità di una prolungata terapia farmacologica.
Prima dell’intervento realizziamo una dima (guida) chirurgica che consente di individuare in modo preciso la zona di accesso per introdurre l’innesto osseo, permettendo di limitare il lembo chirurgico. La finestra ossea viene realizzata con piezochirurgia (piezosurgery): gli ultrasuoni permettono di incidere il tessuto osseo senza ledere le strutture molli circostanti come la membrana schneideriana. Il nostro protocollo di integrazione farmacologica a base di fitoterapici e aerosol, permette di favorire la pulizia e le difese immunitarie senza ricorrere a terapie antibiotiche prolungate, a tutto vantaggio della salute dei pazienti.
Anatomia funzionale e varianti del seno mascellare
Il seno mascellare, conosciuto anche con l’eponimo di “antro di Higmoro” è il più ampio dei seni paranasali, i quali comprendono anche i seni frontali, sfenoidali e le cellule etmoidali. Occupa solitamente una grossa parte del corpo dell’osso mascellare; si sviluppa fra il secondo e il terzo mese di vita intrauterina, con un volume di 0,1-0,2 centimetri cubici al momento della nascita. Le sue dimensioni e il suo grado di pneumatizzazione aumentano infatti con l’eruzione dei primi elementi permanenti, fino alla maturazione al termine del periodo adolescenziale. Un ulteriore stimolo ad allargarsi giunge con il permanere un’edentulia di medio o lungo termine in corrispondenza del pavimento del seno.
Classicamente, il seno mascellare viene descritto come una cavità pneumatica di forma piramidale. La base, quadrangolare, guarda alla cavità nasale; sono poi presenti una parete mesio-vestibolare, depressa in corrispondenza della fossa canina, una superiore che costituisce il pavimento dell’orbita, una posteriore rivolta verso il tuber. L’ultima parete, come già accennato, corrisponde in parte al processo alveolare superiore e in parte al palato duro; in un adulto dentato questa è la più solida tra le pareti ossee, pur presentando dei recessi in corrispondenza delle radici di premolari e primi molari; questi andranno incontro ad un assottigliamento con il progredire dell’età dell’individuo. L’antro comunica con la cavità nasale attraverso un ostio posizionato nella parete mediale in posizione antero-superiore, il quale drena nel meato medio. Alcune variabili anatomiche, quali ad esempio l’estensione della bulla etmoidale all’interno del seno (detta cellula di Haller), possono ridurre la pervietà dell’ostio. In questa parete è altresì possibile la presenza di un ostio accessorio; nella preparazione di un intervento di elevazione del pavimento del seno è importante riconoscere questa evenienza, al fine di non coinvolgere questa stessa apertura. I seni possono presentare asimmetrie di vario grado, ma generalmente si estendono entrambi dal primo premolare al primo molare. La variabile anatomica più temuta resta la presenza dei setti ossei di Underwood, differenti per spessore ed orientamento; questi sono presenti nel 16-58% dei seni ed è bene che vengano identificati all’esame radiografico preoperatorio in vista di un sinus lift. La parete antrale è rivestita da una mucosa - nota come membrana dello Schneider - rivestita da un epitelio colonnare pseudostratificato dotato di ciglia: si tratta, evidentemente, di una continuazione della mucosa nasale, dato che i seni paranasali estendono le funzioni della cavità nasale stessa. Questa membrana, solitamente spessa al massimo mezzo millimetro può andare incontro ad ispessimento a seguito di condizioni patologiche di tipo infiammatorio acuto (processi infettivi) o cronico (abitudine al fumo): modificazioni di questo tipo, individuabili sul piano radiografico, sono molto evidenti dal punto di vista clinico.
Patologie del seno mascellare: sinusite odontogena e non, tumori e cisti A. Sinusite non odontogena Causata da infezione o da processi allergici, la sinusite in casi acuti può provocare la chiusura della comunicazione con la cavità nasale, producendo forte dolore ma nessun cambiamento in radiografia. La sinusite cronica può essere vista in radiografia come alterazione, ispessimento, aumento della radiopacità della linea che delimita il pavimento del seno mascellare, ma può anche manifestarsi come ispessimento di diverse parti del seno. B.Sintusite di orgine dentale o parodontale Può essere dovuta a reazione periapicale con perdita della vitalità dell’elemento dentale Può essere correlata a reazione periapicale di elementi dentali adiacenti al seno mascellare, con distruzione di osso periapicale e comunicazione tra processo infettivo periapicale e seno In alcuni casi il periostio può essere elevato per deposito di uno nuova strato di osso che appare come una sottile radipacità sporgente nel pavimento del seno, processo questo noto come “effetto alone”. Nel caso l’infezione si propaghi all’interno del seno può essere osservata u, ispessimento localizzato della mucosa antrale. Molti casi di mucosite sono asintomatici e ritornano alla normalità al termine del trattamento odontoiatrico, cioè sparisce la linea radiopaca che caratterizzava l’area dell’elemento interessato. C. Lesioni cistiche del seno mascellare 1. Cisti esterne al seno mascellare che però lo coinvolgono per prossimità: Un bordo sottile sclerotico può dividere il seno dalla cisti. Può anche però occupare l’interno seno macellare e risulatere difficile la diagnosi; bisogna far caso allora che il seno mascellare solitamente ha un andamento ondulato nei suoi confini mentre la cisti ha un andamento molto più regolare. Può essere una cisti di origine odontogena radicolare, keratocisti, da eruzione Cisti post-chirurgia ciliata che può invece seguire chirurgia avvenuta in quell’area anche molti anni prima. 2. Cisti intrinseche al seno mascellare Non sono vere cisti in quanto non hanno un rivestimento epiteliale: Cisti da ritenzione mucosa Cisti di origine infiammatoria, che consiste in un accumulo di fluido nel mucoperiostio e per questo non ha una guaina epiteliale ad avvolgerla. Mucocele dovuto all’aumento di ristagno di liquido per ostruzione dell’ossuto mascellare. D. Traumi che coinvolgono il seno mascellare Fratture di vario genere che coinvolgo la cavità nasale o il processo mascellare Durante estrazione dentale, una frattura del pavimento del seno può avvenire, manifestando una comunicazione oro-antrale. In questo caso può quindi succedere che avvenga un prolasso del seno nella cavità orale, che la fistola oro-antrale radiograficamente possa ricordare un processo maligno per la perdita di continuità del seno mascellare. Un colpo all’orbita può produrre una frattura di tipo Blowout nell’orbita, riscontrabile in tomografia. Radiograficamente la cosa che più spesso si evidenzia con traumi è l’opacizzazione completa del seno mascellare.
F. Altri processi che affliggono il seno mascellare Processi quali l’osteoporosi, la sindrome di Paget, cementomi ossificanto, fibromi, possono causare radiopacità che nascondono il normale apparire del seno. G. Tumori del seno mascellare Tumori benigni e maligni possono avere origine dal seno mascellare, è fondamentale evidenziare qualsiasi modificazione dell’antro per diagnosticare e trattare questi processi patologici in fase precoce.
Tecniche chirurgiche e strumenti
INTRODUZIONE ALLA RADIOLOGIA DEL SENO MASCELLARE. Dopo aver trattato dell’anatomia del seno mascellare, fondamentale preambolo da conoscere per ben diagnosticare e trattare ciascuna patologia di questo distretto, anche queste descritte in un articolo precedente, è necessario conoscere le opportune metodiche radiografiche che possono essere effettuate al fine di poter trattare correttamente le atrofie del mascellare superiore che coinvolgano i settori posteriori e quindi, da vicino, il seno mascellare. Metodiche radiografiche per la valutazione del seno mascellare 1. ortopantomografia. 2. Posteroanteriore ,con inclinazione di 15 gradi, o proiezione di Waters 3. Radiografia occlusale, inclinata di 60° . 4.TAC e Cone beam.
Le principali tecniche per il trattamento di atrofia nel settore mascellare superiore sono: Grande rialzo di seno mascellare, Piccolo rialzo, o rialzo con tecnica di Summers, Espansione ossea sagittale (split-crest). Grande rialzo di seno mascellare è stato descritto da Linkow e Tatum; Summers ha proposto l’uso di osteotomi a punta concava che potessero contemporaneamente condensare l’osso del sito implantare da essi formato e sollevare il pavimento del seno mascellare spingendo verso l’alto una certa quantità di osso particolato. Lo scollamento risulta piuttosto ampio e la membrana può essere sostenuta da materiale riempitivo. È possibile anche non inserire alcun materiale al di sotto della membrana ottenendo risultati sovrapponibili a quelli raggiunti con la tecnica di accesso laterale e contemporaneo inserimento dell’impianto. Conditio sine qua non per il posizionamento contestuale degli impianti è la presenza minima di almeno 4 mm di osso crestale residuo al di sotto del seno mascellare al fine di ottenere una sufficiente stabilità primaria. Split crest per eseguire rialzo di seno mascellare è stata introdotta come metodo alternativo.
Questa tecnica chirurgica e la sinus lifting sono state quelle che hanno tratto maggior giovamento dalla diffusione dell’utilizzo delle apparecchiature piezoelettriche. In caso di creste estremamente sottili o affilate può essere utile iniziare l’intervento separando le due corticali, per il primo millimetro, con un terminale ultrasonico lanceolato estremamente sottile; successivamente il taglio osteotomico può essere eseguito con un bisturi tipo Beaver facilitando l’uso successivo di una punta tagliente, marcata con tacche millimetrate che permette di conoscere esattamente la profondità dell’osteotomia, e che deve essere fatta penetrare al centro della cresta. A seguire viene utilizzato un inserto non tagliente sui margini mesiale e distale. Lo scalpello verrà quindi introdotto delicatamente nel taglio, senza necessità di colpi di martello, in quanto non deve ulteriormente tagliare, ma solo divaricare le pareti ossee. Video inserito su youtube da Ariesdue srl
Recentemente sono stati introdotte delle punte piezoelettriche a forma di cuneo, atraumatiche, che sostituiscono gli scalpelli utilizzando la vibrazione per avanzare e divaricare le pareti ossee. Qualora l’espansione ottenuta non fosse sufficiente è possibile eseguire l’interruzione delle linee di forza che attraversano le pareti vestibolari del mascellare e soprattutto della mandibola mediante un’incisione verticale. In alternativa, qualora fossero presenti elementi dentari vicini, con estrema cautela, è possibile estendere l’interruzione osteotomica alla parete alveolare attigua. Terminata l’espansione con l’uso di osteotomi, frese o meglio ancora degli appositi inserti piezoelettrici, può essere rifinita la sede implantare passando successivamente all’inserimento degli impianti. La stabilità primaria dipende dall’altezza residua e dalla corretta esecuzione chirurgica.
Il SinCrest è un kit per rialzo del pavimento del seno mascellare per via crestale composto da frese per manipolo elettrico, stop di profondità di altezze differenti e da un osteotomo manuale. La paziente, di 64 anni, non fumatrice, giunge alla nostra osservazione lamentando una scarsa efficienza masticatoria dopo aver subito l’estrazione dei sesti superiori molti anni prima, non sostituiti protesicamente. Dalle rx endorali effettuate con centratori di Rinn, e dalla Tac, l’altezza residua è valutata in poco meno di 8 mm. Successivamente utilizziamo la Probe Drill da 1,2 mm di diametro. Per prelevare le frese dal Kit senza toccarle con le mani la Meta mette a disposizione un accessorio detto Drill Gripper. La profondità di lavoro deve essere calcolata ad almeno 2 mm dal pavimento del seno mascellare mediante l’ausilio della rx endorale. Verificata tale distanza, si utilizza la Guide Drill da 3 mm di diametro. Si comincia, a questo punto, ad avvitare manualmente il dispositivo finché non compare la banda bianca presente sulla sonda. A questo punto si ruota l’impugnatura di ½ giro prima in senso antiorario e poi in senso orario esercitando una pressione in direzione assiale. Ripetendo questo movimento di “avvita e svita”, in cui la filettatura del dispositivo rimane assolutamente ferma, si effettuerà un’osteotomia di ½ mm in senso apicale. A questo punto si può procedere ad un nuovo avvitamento del SinCrest che avanzerà di ½ mm in senso apicale. Bisogna sempre valutare con una leggera pressione sulla sonda, la residua resistenza del pavimento del seno. In questo caso abbiamo utilizzato del Bio-Oss inserito nel seno mediante l’ausilio di un carrier e spinto apicalmente mediante l’uso di osteotomi, avendo l’accortezza di non spingersi oltre gli 8 mm.
Un altro limite del sistema per noi è stata la sequenza di frese. Lo scarto tra la prima (1,2mm) e la seconda fresa (3 mm) nella preparazione del sito impiantare è di 1,8 mm. Uno scarto molto grande che può sottoporre l’osso a surriscaldamento, ma soprattutto non permette nessuna correzione della direzione del foro impiantare. Molti pazienti che hanno perso i denti molari e premolari superiori da tempo si trovano nella condizione di non avere osso sufficiente per l’inserimento di impianti dentali tradizionali. Lo Studio Dentistico del Dott. Da oltre 30 anni, il Dott. La moderna diagnostica totalmente digitale, l’eccellenza delle protesi utilizzate e la cura totale per il paziente, seguito per tutto il suo periodo riabilitativo ed anche oltre (con i regolari controlli periodici e la manutenzione obbligatoria degli impianti) consentono allo studio del Dott. Il Dott. Già figlio d’arte, nel corso della sua lunga attività di Medico Odontoiatra, il Dott. Lo Studio Dentistico del Dott. Nello studio, organizzato modernamente e dotato di alta tecnologia odontoiatrica moderna, come ad esempio la TAC Cone Beam, lo scanner in 3D per il rilievo totalmente digitale delle arcate dentali, la modellazione CAD e la guida computerizzata per la mini-chirurgia senza bisturi (flapless), il Dott. Tutti gli interventi chirurgici di implantologia, eseguiti con i migliori dispositivi protesici, di alta qualità e perfettamente in regola con ogni imposizione sanitaria e legislativa, possono essere eseguiti nello Studio Dentistico del Dott. Nello Studio Dentistico del Dott.
Che cos'è il rialzo del seno mascellare e quando è necessario? Qual è la differenza tra grande rialzo e mini-rialzo del seno mascellare? Quali materiali vengono utilizzati per il rialzo del seno mascellare? Quali precauzioni devo seguire dopo l'intervento? Quali sono le possibili complicanze del rialzo del seno mascellare? Chi non può sottoporsi al rialzo del seno mascellare? Qual è la percentuale di successo del rialzo del seno mascellare? Perché è importante scegliere un Chirurgo qualificato per questo intervento?
È una specializzazione relativamente recente di tutta la Medicina Odontoiatrica, frutto però di una lunga sperimentazione, partita in maniera abbastanza casuale negli anni ’50 del XX secolo, grazie all’intuizione del Prof. Lo Studio Dentistico del Dott. Il Dott. Puoi affidarti al Dott. lo Studio Dentistico del Dott. lo Studio Dentistico del Dott. lo Studio Dentistico del Dott. se vieni da fuori Milano in treno, puoi scendere alla stazione Milano Centrale e prendere la linea MM3 (Linea Gialla), direzione S. Vuoi un aiuto rapido? Chiedi al Dr. Il Dr. Il Dr. Tutte le informazioni che ti da il Dr. AMO provengono da un database originale di contenuti medici e sanitari, verificato da un Medico regolarmente abilitato alla professione, e l'AI è stata addestrata con la direttiva principale di proteggere la tua vita e la tua salute. Puoi chiedere aiuto in ogni momento al Dr. Quest'articolo è stato revisionato ed aggiornato dal dott. Il Dott. Nello Studio Dentistico del Dott. Il Dott. Lo Studio Dentistico del dott.
Hai poco osso per inserire gli impianti dentali? Il rialzo di seno è una tecnica chirurgica che rimedia ad una mancanza di osso in zone premolari-molari dell’arcata superiore. Questa mancanza può derivare da un’estrazione in presenza di grossa infezione, per perdita ossea data dalla parodontite o la fisiologica pneumatizzazione (ingrossamento) della cavità. Sì, è proprio l'obiettivo della chirurgia. Sì ma, nonostante la chirurgia di rialzo di seno sia una tecnica predicibile, è possibile imbattersi in complicanze che possono compromettere l’esito dell’intervento. Evitare attività fisiche intense perché potrebbero indurre sanguinamento delle ferite.

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